Una guida ambientale denuncia la distruzione di un'importante area che custodisce antichi reperti «Il taglio delle piante ha danneggiato il percorso etrusco e l'alveo del Nova». Esposto alla Forestale PITIGLIANO. Uno scempio, una distruzione, una ferita inferta a un bosco che è molto più di un bosco: è un libro di storia e preistoria a cielo aperto. Lo scempio è quello di una cava andata pressoché distrutta dopo il passaggio di una ruspa e quello di un torrente praticamente intasato da sfalci nel bosco di Morronaccio, nel comune di Pitigliano, denunciato ieri da una guida ambientalistica. Questo bosco presenta resti archeologici che senza soluzione di continuità vanno dall'antica civiltà del Rame fino alla fine del basso medioevo, quando venne definitivamente abbandonata. Una "terra di mezzo" contesa dagli Aldobrandeschi, dal Comune di Orvieto e dalla Repubblica di Siena, che presenta vie cave e ipogei con incisioni etrusche, colombai, un castello ed altre strutture di non facile interpretazione (ad esempio un tumulo labirintico con annessi cunicoli). Il tutto incastonato in un contesto naturalistico di suggestiva bellezza, attraversato dai torrenti Nova, Orsina e Rio Maggiore. Questa zona, già oggetto di degrado, rischia ora di andare definitivamente alle ortiche. Questo è quel che documenta in un esposto-denuncia la guida ambientale Giancarlo Mariotti Bianchi. Cosa è accaduto? «Un taglio indiscriminato del bosco sul latosud ovest della Nova denuncia Mariotti Bianchi e nell'alveo del fiume con la distruzione della vegetazione ripariale; rametti e fascine rischiano di ostruire il normale flusso dell'acqua alle prime piogge intense; costruzione di strade mediante sbancamento presumibilmente effettuato con ruspe e la conseguente distruzione totale di una lunga e ombreggiata via cava; reperti archeologici di grande importanza che, a seguito dell'opera di deforestazione, si trovano denudati e pericolosamente esposti agli agenti atmosferici». Insomma, uno scempio in piena regola che Mariotti-Bianchi ha denunciato ieri mattina alla Forestale di Manciano, ai carabinieri e ai vigili urbani di Pitigliano e ha inviato anche alla soprintendenza, invitando tutti «ad attivarsi tempestivamente per individuare e sanzionare, se ne occorrono gli estremi anche sotto il profilo penale, i responsabili di questo scempio e, nei limiti del possibile, ripristinare lo stato dei luoghi». Che, come dimostrano le foto scattate, sono stati palesemente "aggrediti".