Ad Arcidosso si accorciano i tempi del progetto da 200mila euro per allestire un'esposizione alla rocca aldobrandesca Arcidosso, terra di feudatari, di rocche e castelli, sta per avere il suo museo medievale. Una grande opportunità per il paese amaitino col suo esempio di rocca aldobrandesca ormai da tempo sua impronta digitale, location di appuntamenti culturali e spazio dove si concentrano studi di ricercatori famosi (Moran, Brogi e Durazzi) che sostengono che quella rocca sia addirittura raffigurata nell'affresco di Simone Martini, il Guidoriccio da Fogliano, nel palazzo pubblico di Siena. Insomma, il castello e la sua torre con un pedegree di eccellenza per ospitare un museo medievale che dovrebbe diventare il polo principale di questo settore, per tutta la provincia di Grosseto. E che questo museo stia per vedere definitivamente la luce, lo ha annunciato lo stesso sindaco Emilio Landi nel consiglio di Arcidosso di venerdì pomeriggio, rispondendo a un'interrogazione della minoranza che voleva sapere notizie sull'avanzamento del progetto ormai da tempo in pista, sui soldi disponibili e sui tempi di attuazione. «Siamo stati in difficoltà ha risposto Landi per mancanza di ufficio tecnico, ma a novembre avremo l'ingegnere tecnico, per cui le cose si muoveranno più in fretta, museo medievale in primis. In ogni caso ha dettagliatamente spiegato il sindaco il museo vedrà rapidamente la luce. Il finanziamento concesso è stato di 216mila euro a fronte dei 260mila previsti, per interventi sia di tipo strutturale che documentario, ha spiegato, tabelle alla mano. I lavori strutturali ed edilizi sono stati già eseguiti, sia nell'areale davanti al castello che nell'ex asilo. Saranno, appunto, il castello e l'ex asilo che gli sta di fronte ad ospitare tutta la parte museale arcidossina che si completerà col museo medievale, il quale si andrà ad aggiungere a quello tibetano e a quello di David Lazzaretti». Ma la parte più significativa per un turismo interessato, oltre che alla struttura, al documento e al reperto, sarà la parte documentale: «In accordo con l'Università di Firenze ha spiegato Landi in questo ambito vi sono due fasi: la prima, quella della ricerca documentale per il sistema medievale e le indagini archeologiche è stata completata. Completati all'80 per cento anche gli studi sui reperti archeologici, l'elaborazione dei dati di scavo, i percorsi per non vedenti, i restauri degli oggetti per la musealizzazione, la campagna fotografica e la ricerca bibliografica. Invece, la parte da mettere in piedi del tutto è la realizzazione delle teche che dovranno contenere reperti e oggetti, comprese alcune parti di resti ossei umani di epoca medievale rinvenuti vicino all'agriturismo la Pieve. Abbiamo chiesto all'università di Firenze di poterne usufruire e spero». E infine la collocazione: «Tutto il museo sarà, nel castello, sopra il piano che ospita la documentazione relativa a David Lazzaretti e occuperà un intero piano più il soppalco. Contiamo di poterlo rendere fruibile verso la fine di dicembre», conclude il sindaco.