Nominato dal sindaco Claudio D'Alessio Scelta giusta? Emanele Filiberto col sindaco di Pompei Claudio D'AlessioEmanele Filiberto col sindaco di Pompei Claudio D'Alessio NAPOLI - Chissà come avrebbero preso la notizia gli abitanti dell'antica Pompei? È stato nominato loro ambasciatore nel mondo nientemeno che Emanuele Filiberto, il mancato erede della dinastia dei Savoia. A conferirgli l'incarico nel corso di una cerimonia svoltasi al Comune è stato il sindaco Claudio D'Alessio. «Per me è un grande onore», ha detto Emanuele che ha postato su twitter le foto della sua visita agli Scavi di Pompei ed in particolare alla Villa dei Misteri, che ha definito «una meraviglia». MANAGER NON C'È - L'ambasciatore simbolico incaricato dal primo cittadino va bene. Ma va ricordato che gli Scavi più famosi del mondo restano ancora in trepida attesa del supermanager annunciato dal ministro Bray nel'ambito del Grande progetto Pompei. FILIBERTO NEL MONDO - Emanuele Filiberto dovrà promuovere nel mondo l'immagine di Pompei città nuova, che sorge intorno alla Basilica, fondata da Bartolo Longo, e agli scavi. L'Amministrazione comunale ha ideato un progetto relativo alla città nuova, il Parco naturale da realizzare a nord degli Scavi. Emanuele Filiberto dovrà trovare sponsor nel mondo disposti a sostenere il progetto. LA PREPARAZIONE - E mentre posta le foto su Twitter delle sue visite agli scavi l'ex-Reale confessa di non sapere molto del resto della città: «Non ero consapevole del fatto che attorno alla Basilica c'era una città così bella». POLEMICHE - «È una vergogna - ha però commentato il consigliere comunale Raffaele De Gennaro, di Alternativa Pompeiana - mentre si assegnava il "titolo" ad Emanuele Filiberto, sul nostro territorio si consumava la tragedia di due donne cadute nel fiume Sarno e ancora non ritrovate». Va detto però che in seguito alla tragedia del Sarno, il sindaco D'Alessio ha disposto il rinvio di tutte le manifestazioni organizzate dall'ente (quella con il rampollo dei Savoia si svolgeva nelle stesse ore delle ricerche delle scomparse). «È grande il cordoglio che l'amministrazione comunale avverte così come la città intera, per l'ennesimo episodio tragico che sta interessando la nostra comunità». Poi attacca De Gennaro: «Avvertiamo con sommo dispiacere che l'intervento di taluni sciacalli che, approfittando anche di tali disgraziate vicende, criticano l'operato dell'Amministrazione anche quando, quest'ultima, non può essere coinvolta per la mancanza di qualsivoglia responsabilità». I NEOBORBONICI - Il Movimento Neoborbonico manifesterà domenica a Pompei, contro la decisione del sindaco e raccoglieranno firme nei giardini antistanti il Santuario mariano per la petizione già lanciata on-line sul sito dell' associazione e su quello del «Parlamento delle Due Sicilie» per chiedere la revoca della nomina. «Il sindaco di Pompei - afferma il Movimento Neoborbonico - dimostra uno scarso rispetto per la storia e la cultura di Pompei, della Campania e del Sud. Pompei è già una delle città più famose del mondo e non ha bisogno di un 'testimonial' che ricorda la colonizzazione, i massacri, saccheggi subiti dal Sud (e da Pompei) durante l'unificazione ad opera dei suoi antenati e con conseguenze drammatiche e attuali. «I Savoia, del passato come del presente, non hanno mai avuto alcun rapporto con il Culto Mariano della città e con gli scavi archeologici, grandiosa opera dei Borbone. L'immagine della Città di Pompei, già patrimonio dell'Unesco, non può essere associata a quella di Emanuele Filiberto», concludono i neoborbonici.