Alle 10 di stamane il Cda della Bagnolifutura ratificherà che in cassa sono arrivati altri 80 milioni di euro. Soldi che la Regione ha erogato attraverso i Por Campania con i quali si potrà mettere in moto quello che è il dopo bonifica. La notizia non è di poco conto. Perché significa che ora i fondi sono cosa concreta e serviranno a mettere in campo le prime vere opere di trasformazione di Bagnoli. Ecco perché si parla già del dopo bonifica malgrado il risanamento del territorio sia appena iniziato. L'unica ombra su quest'ultimo punto è rappresentata dalla mancata disponibilità della cava dove smaltire i primi carichi di rifiuti inerti (quello che resta del lavaggio dei suoli ex Italsider) visto che la procedura di esproprio del sito di Pianura non è ancora stata messa a punto né dal Comune né dalla Prefettura. Senza di questa non si può nemmeno temporaneamente optare per andare in qualche altro sito. Il tempo però stringe, gli operai e i tecnici della De Vizia stanno a buon punto, fra due mesi non sapranno più dove accumulare il materiale che dovrà essere necessariamente smaltito pena lo stop dei lavori di bonifica. Per ora è solo una eventualità, ma un briciolo di preoccupazione alberga in Comune su questo argomento. «Oggi - conferma il vicesindaco e assessore all'Urbanistica Rocco Papa - il Cda lancerà il concorso per progetti e progettisti con il quale daremo il via al parco, alla città della vela, alla città della musica e al museo del lavoro. È un giorno importantissimo e siamo tutti molto soddisfatti, il futuro e lo sviluppo dell'area occidentale è sempre più concreto». In effetti il consiglio di amministrazione di oggi, che sarà presieduto da Tino Santangelo e al quale parteciperà anche l'amministratore delegato della società Carlo Borgomeo, è di quelli importanti. Preparato con cura da parecchie settimane dovrà scandire i ritmi attraverso i quali portare avanti una scommessa che palazzo san Giacomo ha iniziato a lanciare negli anni '90. «L'altro dato importante che emerge - continua Papa - è che oggi si comincerà a tracciare non solo che cosa conterrà Bagnoli, ma si metterà mano anche alla infrastrutturazione del territorio: strade, fogne, e tutto quello che rientra sotto questa voce». Si porranno le basi sulle quali disegnare la nuova Bagnoli, il tutto in tempi molto rapidi perché progettazione e cantierizzazione devono essere immediati. I fondi regionali arrivano dalla Ue e c'è l'obbligo di impegnarli entro quest'anno. Se si tiene conto che i tempi di una gara pubblica sono almeno di 90 giorni, ma quando le gare sono internazionali, e quella di Bagnoli lo è, si può arrivare fino a 120, ci si rende conto che bisogna fare molto presto. Pena la perdita degli stessi fondi. E che nella palazzina di via Cocchia si sia pigiato il piede sull'acceleratore lo si evince anche da un altro piccolo segnale: è partita la gara per l'affidamento dei lavori di ripristino di due strutture di archeologia industriale, il Carroponte Moxey e la Ciminiera Agl. Ancora poco chiare le idee su come impiegare le due strutture una volta riqualificate e messe in sicurezza, ma se si stanno aggiustando a qualcosa dovranno pur servire. Da un punto di vista politico, come anticipato dal Mattino, la Bagnolifutura non farà attività di immobiliarizzazione, cioè bonifica, infrastruttura e costruzione di manufatti per poi rivenderli ai privati, ma si limiterà alla valorizzazione dei suoli: «Le cose stanno così - conclude il vicesindaco - l'obiettivo dell'amministrazione è valorizzare non immobiliarizzare i suoli».
Bagnoli, partono il parco e la città della vela
Il Consiglio di Amministrazione della Bagnolifutura, che si terrà oggi, ratificherà l'arrivo di altri 80 milioni di euro nella società, erogati dalla Regione Campania attraverso i Progetti Operativi Regionali (Por) Campania. Questi fondi saranno utilizzati per mettere in moto le opere di trasformazione del territorio di Bagnoli, dopo la bonifica. Tuttavia, la mancata disponibilità della cava per smaltire i rifiuti inerti crea un problema, poiché gli operai e i tecnici della De Vizia stanno a buon punto e non sapranno più dove accumulare il materiale se non si trova una soluzione.
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