È doloso il rogo che ha colpito ieri l'ex opificio di Crespi d'Adda, patrimonio dell'Unesco e futura sede del gruppo Percassi. All'interno dello stabile i vigili del fuoco hanno trovato una tanica di benzina. Luca Percassi ha escluso che si sia trattato di un avvertimento. «Sono stati dei vandali, nient'altro». Le fiamme hanno danneggiato circa 80 metri quadrati di tetto. Da ieri ci sono guardie armate a presidiare il villaggio operaio di Crespi d'Adda, patrimonio mondiale dell'Unesco. Una tanica con tracce di benzina è stata rinvenuta dai carabinieri della compagnia di Treviglio all'interno del vecchio stabilimento, esattamente nel punto dove all'alba un incendio ha mandato in fumo un'ottantina di metri quadrati della copertura. Luca Percassi, appena atterrato da Londra, si è direttamente catapultato a Crespi. Arriva che sono le 14 e ancora non si è fatto un'idea di come è successo, di quanto è bruciato, di chi può avere appiccato il fuoco. Di una cosa sembra sicuro, nonostante le modalità facciano pensare a un avvertimento: «È stato un atto vandalico gratuito». Il presidente dell'Atalanta Antonio Percassi (Luca è figlio e amministratore delegato della società nerazzurra) ha ultimato l'acquisto del meraviglioso complesso poco più di un mese fa. Entro l'Expo del 2015, l'ex cotonificio sarà trasformato nel quartiere generale del gruppo e tutte le attività, sparpagliate adesso tra Bergamo e Milano, saranno trasferite nella piccola frazione di Capriate, a un tiro da schioppo dall'uscita della A4, dove l'idea è anche quella di dare vita a un vero e proprio polo culturale con la sede della neonata «The Antonio Percassi Family Foundation». L'incendio ieri mattina è scoppiato prima delle 7, l'ora in cui davanti al cancello dello stabilimento si sono presentati gli operai della Smv Costruzioni di Albano Sant'Alessandro, che da un paio di mesi sta ripulendo gli immensi spazi dell'edificio proprio in vista dei lavori di ristrutturazione che dovrebbero cominciare con il 2014. Sono stati loro a chiamare i vigili del fuoco, quando dai capannoni già si alzava una nube di fumo. Da Bergamo e Dalmine sono state inviate tre squadre, seguite da una pattuglia dei carabinieri. L'incendio ha intaccato una sola campata per circa 80 metri quadrati di superficie. Tutto sommato, un'inezia se si pensa che il complesso si estende su 90 mila metri quadrati (135 mila, se si calcola anche la parte boschiva). La tanica di benzina, scoperta tra i resti carbonizzati, sembra lasciare poco spazio ai dubbi, anche se al momento, come da prassi, vige la prudenza. Dopo un'ora all'interno dello stabilimento, Luca Percassi ha un'aria meno preoccupata. «È sicuramente un atto vandalico minimizza , forse opera di qualche sbandato. Ai dipendenti della ditta manca materiale e ci dicono che qualcuno è entrato anche nella centrale qui vicino, che non è di nostra proprietà». Alle forze dell'ordine, però, questo dettaglio non risulta. «Fortunatamente aggiunge Percassi , l'incendio non si è esteso e anche i danni sono minimi. Tuttavia, da questa sera (ieri per chi legge, ndr), abbiamo predisposto un servizio di sorveglianza armata per tutelare lo stabilimento». Fu nel 1878 che la famiglia Crespi diede vita al cotonificio e al piccolo mondo costruito intorno: le ville dei dirigenti, le case degli operai, la chiesa, il cimitero, le scuole, il teatro, l'ospedale. Si tratta di uno degli esempi di architettura industriale meglio conservati al mondo. Nel 1995 l'Unesco lo ha inserito nell'elenco dei beni patrimonio dell'umanità. La dismissione risale invece al 2003, dopo 125 anni di attività tessile, dai Crespi alla Sti fino alla Legler, da cui acquistò la famiglia Polli che a ottobre ha poi ceduto all'Odissea Srl, la holding con un capitale di 286 milioni di euro targata Percassi al cento per cento.
Crespi, rogo doloso nel villaggio dell'Unesco
Ieri mattina è scoppiato un incendio all'ex opificio di Crespi d'Adda, patrimonio dell'Unesco e futura sede del gruppo Percassi. I vigili del fuoco hanno trovato una tanica di benzina all'interno dello stabile. Luca Percassi, presidente dell'Atalanta, ha escluso che si trattasse di un avvertimento e ha definito l'incendio un atto vandalico. L'incendio ha danneggiato circa 80 metri quadrati di tetto e ha richiesto l'intervento di tre squadre di vigili del fuoco e una pattuglia dei carabinieri. La tanica di benzina è stata trovata tra i resti carbonizzati e sembra lasciare poco spazio ai dubbi.
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