Cara Maria Latella, sono ripresi i lavori intorno all'Ara Pacis e un grande scempio sta per compiersi a danno proprio di quell' Augusto che la Ara aveva fatto edificare. La scriteriata decisione di sistemare l'Ara senza avere ancora chiare le idee su come ridare dignità alla tomba di Augusto rischia di perpetuare la soggezione del mausoleo all'Ara. Infatti, se non si collocano i due manufatti sullo stesso livello (oggi l'Ara Pacis è posta circa nove metri più in alto dell'ingresso dell'Augusteo), la tomba di Augusto risulterà sempre immeritatamente sovrastata dall'Ara e, infossata com'è, sarà fatalmente destinata a ricettacolo di rifiuti. Siamo ancora in tempo per evitare quest' ingiustizia: poiché non è pensabile sollevare l'Augusteo, come si è fatto con i templi di Abu-Simbel, non resta che abbassare l'Ara al livello della tomba di Augusto, cosa ancora possibile allo stato dei lavori. Fatto questo come primo, essenziale, passo, potrà poi porsi mano al problema della viabilità, o con il previsto tunnel sotto il Lungotevere o, meglio, con un altro sottopassaggio che si insinui fra le chiese di San Girolamo e San Rocco e circondi l'Augusteo, l'Ara Pacis e gli spazi adiacenti fino al fiume, con riduzione in quel punto dell'altezza del muragliene fino ad un limite di sicurezza: un unicum questo davvero degno di Roma. Quale che sarà la soluzione trovata, essenziale sarà il fatto di aver ricomposto, con l'abbassamento dell'Ara, i due monumenti e restituito dignità alla tomba di Augusto. Per cominciare, questa sua lettera mi sembra indicativa non solo dell'amore per la città, ma anche delle aspettative che i romani nutrono rispetto alla nuova sistemazione dell'Ara Pacis. Non ho competenze tecniche, gentile signor Mancini, per approvare o meno i suoi suggerimenti, e altri lettori, se vorranno, potranno consentire o dissentire dalle soluzioni da lei prospettate. In questi casi, e molto banalmente, mi limito ad augurarmi che le scelte rispettino prima di tutto il buon senso e le lunghe polemiche che hanno finora accompagnato i lavori dell'Ara Pacis hanno dimostrato che non sempre il buon senso orienta decisioni tanto importanti e tanto delicate. Mi pare positivo un primo dato: che il cantiere torni ad operare. L'immobilismo sarebbe stato un pessimo segnale. mlatettarcs.it