Piove, l'acqua penetra dal tetto, si infiltra tra le pareti, scivola giù tra gli affreschi, raggiunge il pavimento e scorre. Accade nella reggia di Carditello dove il maltempo degli ultimi giorni ha peggiorato lo stato già precario del complesso monumentale borbonico all'asta. A due anni di distanza dall'ultimo furto di mattonelle in cotto sul terrazzo del Real sito, ogni evento atmosferico diventa un pericolo, accelerando i ritmi della corsa contro il tempo per acquisire al patrimonio pubblico la piccola reggia borbonica. «L'umidità dice Antony Palumbo, restauratore di opere pittoriche - è il peggior nemico degli affreschi e della loro conservazione. Se essa non ha ancora attaccato la superficie del dipinto, questo può esser salvato eliminandola attraverso un'incisione sotto o intorno al dipinto, per introdurre pietra silicea e un impasto di cemento idraulico che arrestano il diffondersi dell'umidità. Altrimenti bisogna eseguire il distacco. Peggio è se l'umidità ha formato il nitro o salnitro, il quale altera la superficie cristallina del dipinto, provocando la formazione di una sottile muffa biancastra che degenera in crittogama; quest'ultimo finisce con l'intaccare il colore, formando fungosità simili a minuscoli punti neri; eliminate le quali, restano tanti forellini corrispondenti; sì che il dipinto, anche dopo tolta la malattia, appare tutto crivellato e sbullettato».