Infiltrazioni d'acqua piovana ed estintori fuori norma. Dalla Regione giungono continui "tagli" alla spesa in ogni ambito dalla sanità fino alla cultura. Pochi soldi per gestire parco il archeologico, per la pulizia e per la manutenzione. Difficile trovare qualche privato disposto a sovvenzionare economicamente gli interventi. Così accade che da qualche tempo a questa parte le infiltrazioni d'acqua sono una costante all'interno dell' edificio che ospita il museo archeologico. Una giornata di pioggia equivale per i dipendenti regionali ad una ricerca di secchi e strofinacci per evitare che i corridoi diventino un pantano. Eppure i musei ed i parchi archeologici dovrebbero essere il fiore all'occhiello della nostra isola. Niente da fare. Se piove non resta che ricorrere al "dai da te". Tagli ovunque anche per la sostituzione degli estintori che sono stati caricati il 4 dicembre dello scorso anno, dovevano essere sostituiti a giugno ma ancora sono presenti all'interno del museo archeologico. Sono scaduti e da diverso tempo visto che una ricarica dovrebbe durare sei mesi e tra qualche giorno sono dodici i mesi dall'istallazione all'interno dei locali museali. I bomboloni scaduti sono ben posizionati nei pilastri portanti della struttura. Un ritardo che andrebbe addebitato alla Regione secondo i ben informati, negli uffici amministrativi di corso Vittorio Emanuele con quei pochi spiccioli che giungono ogni anno bisogna far quadrare i conti. Pochi soldi ogni anno giungono agli enti regionali. Solo a gennaio - dagli uffici del museo corso Vittorio Emanuele potrà preparata la richiesta di interventi per somme urgenze da inviare alla Regione. Un "copia e incolla" di richieste già inoltrate nell'ultimo periodo a Palermo ma che non hanno ricevuto risposta né scritta né economica per interventi che sono urgenti quali i lavori di manutenzione al tetto per evitare che l'acqua piovana raggiunga uffici e le vetrine con i reperti. Un parco archeologico senza soldi, anzi una Regione con pochi soldi a disposizione con una giacca che viene tirata dall'una e dall'altra parte senza risultati che possano andare a beneficio della cultura. Che la Regione non abbia soldi per l' archeologia lo sanno bene le associazioni di volontariato che qui a Gela son costrette a mettere soldi di tasca propria per attività di competenza della Regione che altrimenti non si farebbero. L.M. 22112013