Non possiamo permettere che la Cattedrale venga violentata con la costruzione di una torre per installarvi un ascensore Non posso credere che i milanesi, come pure la Curia di Milano, possano accettare la dissacrazione dei luoghi più sacri alla nostra città, ai suoi cittadini ed anche alla comune memoria storica. Già con angoscia ci tocca constatare che accanto al nostro Sant'Ambrogio è stato permesso un posteggio dove motori, smog, rumori e puzza inquineranno la sacralità locale. Ma oggi noi cittadini dobbiamo notare che un altro luogo mistico, il Duomo di Milano, costruito con la fatica e la collaborazione centennale di abitanti lombardi, venga nuovamente violentato con la costruzione di una torre per installarvi un ascensore onde permettere ai visitatori dell'Expo, che arriveranno dalle quattro parti del Mondo, non solo di godere dall'alto la nostra città, ma anche di un bar per bere un caffè, mangiare un panino al prosciutto e gustare un sorbetto. Per poi dove accedere alle toilette comunque necessarie e così fare pipì sopra il Tabernacolo del Santissimo... SILENZIO DEL CARDINALE - Ma a parte queste considerazioni profane, mi domando come mai il nostro Cardinale, che per noi milanesi dovrebbe ispirare e indicare un Ponte di Spiritualità Terrena verso il Cielo, non si indigni che per danaro, per turismo e per divertimento si vada a profanare il nostro Duomo, sotto alla Madonnina che certo quando venne installata doveva ispirare agli uomini i Grandi Eterni Valori. Persino a Milano vogliamo oramai lasciarli da parte? Mi domando se il nostro Papa Francesco possa essere di questo parere e sarei curiosa di sapere il Suo giudizio su questo affare turistico finanziario. Oltretutto, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia e la Dottoressa Caterina Bon Valsassina, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, hanno espresso il parere contrario. APPELLO AL MINISTRO BRAY - Come pure tutti imploriamo il Ministro Bray di suggellare e chiudere per sempre questa triste vicenda. A chi poi sostiene che essendo stato il Duomo in passato un luogo dove confluivano greggi, pastori, studenti, nonché riunioni, sacre rappresentazioni, ovverosia un posto di aggregazione cittadina, si potrebbe rispondere che oramai Milano si è sviluppata e sono sorti altri luoghi di incontro quali stadi, teatri, piazze, campi sportivi, centri commerciali, auditorium, ecc... per cui questa necessità si vanifica. Mentre la necessità di volgere lo sguardo verso l'Alto si fa sempre più impellente e necessaria per questa nostra civiltà così meccanicista e troppo dedita al consumismo.