«Stop al nuovo Piano paesaggistico della Sardegna: porterà solo cemento e altre possibili catastrofi». L' appello è degli ambientalisti e del centrosinistra regionale, con Renato Soru in testa. Tutti accusano il governatore Cappellacci e il Pdl di aver incoraggiato l' edilizia selvaggia. Dal Mibac lancia precise accuse anche il sottosegretario Ilaria Borletti, tra i primi a denunciare i pericoli del nuovo Pps. Ma il presidente e il centrodestra replicano parlando di «cinico sciacallaggio». «Immediata riattivazione dell' Osservatorio nazionale per la qualità del paesaggio, che dal 2008 non è stato più riunito e che costituisce una cabina di regia per avviare una nuova stagione della pianificazione coordinata tra lo Stato e le Regioni»: questa la richiesta che giunge dal Wwf e dal Fondo italiano per l' ambiente al ministro peri Beni culturali, Massimo Bray. E questo, viene spiegato, proprio alla luce della catastrofe che ha colpito la Sardegna. Perché «con il nuovo Piano paesaggistico sono a rischio fiumi e spiagge». Pesantissime critiche all' operato della giunta regionale arrivano anche dal senatore Luciano Uras di Sel. Oltre che dal Gruppo sardo d' intervento giuridico "Amici della terra", dai Verdi e da altri ecologisti che in tutti in questi anni nell' isola si sono battuti strenuamente contro il dissesto idrogeologico del territorio. Lapidario l' ex governatore Soru, promotore della legge salvacoste che adesso rischia di essere stravolta dal nuovo Pps: «Dietro questa tragedia ci sono follia, stupidità, ingordigia.È colpa di partitie speculatori. E in queste ore la giunta regionale sta approvando regole ancora più permissive per chi costruisce vicino ai fiumi». Contro il nuovo Pps, comunque, lo stesso governo ha già ipotizzato il ricorso al Tar e alla Corte costituzionale per la mancata co-pianificazione prevista dal Codice Urbani.