Mancava giusto l'università al grande party della privatizzazione del corpo di Venezia. Ca' Foscari sta varando quella che il Collettivo per la Difesa dei beni artistici, nato in seno allo stesso ateneo, ha definito "la permuta del secolo": "Tre palazzi storici, tra cui uno sul Canal Grande, con un anonimo edificio contemporaneo" . Il rettore, Carlo Carraro, sostiene che l'operazione sia trasparente, necessaria per la razionalizzazione dell'area linguistica dell'ateneo, equa sul piano economico. Ma ammette anche che l'università non riuscirebbe a conservare adeguatamente quei palazzi. Dal canto loro, i rappresentanti degli studenti accusano il rettore di gestire la cosa in modo un po' troppo reciso: hanno raccontato di esser stati chiusi a chiave in consiglio d'amministrazione, e che il rettore (di cui a questo punto chiedono le dimissioni) avrebbe preso letteralmente per il collo uno studente. Lividi a parte, le dieci domande poste dal Collettivo di studenti e docenti di Ca' Foscari meritano la massima risonanza. E forse anche delle risposte. Eccone alcune: "Questa operazione non contraddice l'articolo 9 della Costituzione della Repubblica Italiana che prevede la tutela del patrimonio storico e artistico della Nazione? Siete sicuri che la permuta di questi tre palazzi non danneggi l'immagine dell'Università Ca' Foscari? Perché non avete ritenuto di condividere questa ipotesi di riorganizzazione degli spazi con la comunità cafoscarina, in particolare con coloro che occupano e quindi conoscono bene quegli spazi? Come avete immaginato di riorganizzare in modo funzionale e non peggiorativo le strutture e i patrimoni librari che attualmente occupano cinque palazzi per una superficie totale di 10.406 mq in un unico palazzo che ha una superficie di soli 6.632 mq?". A meno di un provvidenziale ripensamento, Venezia avrà altri tre alberghi di lusso in palazzi storici, e gli studenti avranno un altro luogo per (s)formarsi al brutto. Ma, come dice l'ultimo numero di Newsweek: "Se avete sempre sognato un castello rinascimentale affrescato o una tenuta in Toscana, è il momento giusto". Perché l'Italia va all'asta.