Il progetto della statua simbolo di Barletta era pronto dall'epoca di Maffei BARLETTA Partirà a giorni l'atteso restyling della statua bronzea di Eraclio, il Colosso di Barletta, che fa bella mostra di sé davanti alla chiesa del Santo Sepolcro. Attacchi di smog, scritte indecorose e persino residui di chewingum hanno degradato con gli anni l'aspetto della statua di epoca bizantina, alta quattro metri e mezzo. Il progetto esecutivo di manutenzione straordinaria e conservazione da 216mila euro è stato non solo approvato nel maggio 2011, ma anche appaltato su iniziativa dell'ex giunta di Nicola Maffei. Le lungaggini burocratiche hanno a lungo impedito di far partire i lavori. Da ultimo, nel febbraio 2012, ci si mise anche il cosiddetto decreto Salva Italia: l'articolo 44 aveva abrogato, infatti, la norma che prevedeva la spesa al netto del costo del personale. Così dopo aver previsto l'importo della spesa con gli oneri relativi al costo del personale ed averlo escluso per successive modifiche, gli uffici comunali dovettero operare un terzo rimaneggiamento al preventivo. L'allora responsabile dei Lavori pubblici fu così costretto a riformulare la proposta economica prima dell'emanazione del bando. I lavori sono stati aggiudicati, ma solo ora gli interventi potranno finalmente partire dopo che dall'ufficio dei Lavori pubblici si è provveduto a un'altra modifica: al posto dell'architetto Doriana De Tommasi subentra il collega Fabio Mastrofilippo, appartenente allo stesso studio che ha redatto il progetto. «È stato necessario - spiega il dirigente dei Lavori pubblici, Sebastiano Longano - perché l'architetto De Tommasi ha assunto un incarico in Soprintendenza e non può più seguirlo. Con l'assegnazione a un altro professionista dello stesso studio, i lavori partiranno a giorni». Ma per gli interventi ci sarà la consulenza scientifica (gratuita) di Giambattista De Tommasi, soprattutto per adeguarsi alle prescrizioni della Soprintendenza. Il professor De Tommasi, ordinario del dipartimento di Architettura e Urbanistica del Politecnico di Bari, già nel 1980 era intervenuto sulla statua ritrovata nel Duecento sulle coste di Barletta, dopo il saccheggio di Costantinopoli. Almeno questo racconta la tradizione, mentre le uniche notizie certe e documentate risalgono al 1309 quando gli arti della statua vennero fusi per costruire le campane della chiesa dei domenicani a Manfredonia. Solo 520 anni fa le gambe vennero rifatte e la statua sistemata davanti al Santo Sepolcro, dove si trova tuttora. L'ultimo restauro, invece, risale appunto al 1980. Non c'erano, invece, danni chimici. La nuova indagine, che si avvarrà anche di una scansione con un sistema laser, servirà ad accertare se la situazione sia cambiata e sarà realizzata sul posto, non in un laboratorio di restauro. Il cantiere, però, avrà una protezione trasparente al fine di far comprendere a tutti come viene eseguito l'intervento di manutenzione e controllo.
Barletta. Eraclio, al via il restyling atteso da tre anni
Il progetto di restauro della statua bronzea di Eraclio, il Colosso di Barletta, è stato approvato nel 2011 e appaltato nel 2012. Tuttavia, le lungaggini burocratiche hanno ritardato l'inizio dei lavori. Il progetto esecutivo di manutenzione e conservazione è stato modificato due volte, con l'aggiunta di un terzo rimaneggiamento. L'architetto Doriana De Tommasi è stata sostituita da Fabio Mastrofilippo, appartenente allo stesso studio. Il dirigente dei Lavori pubblici, Sebastiano Longano, spiega che l'architetto De Tommasi ha assunto un incarico in Soprintendenza e non poteva più lavorare sul progetto.
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