NAPOLI - Dagli anni di Francesco Rosi e di «Le mani sulla città» l'affare cemento è uno dei più ricchi per il crimine organizzato e gli speculatori. Non a caso il salto di qualità dei clan è stato fatto quando hanno iniziato a gestire i cantieri edilizi imponendo i loro materiali, primo tra tutti il calcestruzzo. E cosa dire poi delle case popolari, occupate negli anni dai camorristi e diventate con i loro parchi roccaforti, fortini delle famiglie del «sistema». Basti pensare a Scampia, o al Parco verde di Caivano. Oppure al rione Don Guanella. Decine di esempi. E poi l'abusivismo edilizio con interi quartieri realizzati con cemento scadente (Casalnuovo) o i piccoli abusi dei vicoli e della città bene, da Posillipo al Vomero. Di fronte a questa offensiva del cemento sapete quanti abbattimenti sono stati fatti dallo Stato o da chi lo rappresenta? Nel 2011 solo ottantacinque; nel 2010 appena 15. E i piccoli abusi a Napoli (verande, balconcini, piani sopraelevati) si contano a centinaia di migliaia. Oltre 41 mila solo le richieste di condono. Sono alcuni dei dati contenuti nel libro-dossier «Le mani nella città» che ricorda il titolo del film di Rosi. Scritto dai giornalisti Giuseppe Manzo e Ciro Pellegrino ed edito da «Inchiesta round robin», è un viaggio nell'affare mattone a Napoli. I due autori hanno indagato cosa si nasconde dietro dismissione, vendita, gestione e occupazioni degli alloggi, verificando nei fatti la presenza dei clan. Sull'onda delle proteste nazionali promosse da movimenti e comitati che chiedono a viva voce una campagna per il diritto all'abitazione per le fasce più deboli, l'inchiesta di Manzo e Pellegrino solleva un interrogativo fondamentale: quale risposta danno le istituzioni alle occupazioni di edifici pubblici e alla lotta per impedire gli sfratti? «Per quanto mi riguarda - spiega Giuseppe Manzo - posso solo augurarmi che sia una lettura utile, un libro che ponga domande e apra un dibattito serio. Con Ciro Pellegrino non abbiamo avuto dubbi nei mesi scorsi: la questione abitativa, la speculazione e gli interessi sulla trasformazione urbana rappresentano la grande questione per Napoli. E abbiamo scritto queste pagine ponendoci dal punto di vista dei cittadini che rivendicano diritti e lottano, soprattutto dalla parte di quelle persone che sopravvivono ogni giorno ai disagi. E allora è venuto spontaneo dedicare "Le mani nella città" a Manuela ed Elvis, madre e figlio di 8 anni, morti di povertà in un tugurio del rione Sanità nell'ottobre 2009». Il libro sarà presentato domani sera alla libreria Feltrinelli di via Ponte di Tappia alle 18. Con gli autori discutono il giornalista Vincenzo Iurillo e il sociologo Tommaso Ederoclite.
Napoli. Clan, cemento e abusi. Ecco il libro verità
Il libro "Le mani nella città" esplora l'affare cemento a Napoli, un tema ricorrente nella città. I clan organizzati e gli speculatori hanno influenzato la gestione dei cantieri edilizi, imponendo materiali di qualità come il calcestruzzo. Le case popolari occupate dai camorristi sono diventate roccaforti per le famiglie del sistema. Il libro analizza anche l'abusivismo edilizio, con interi quartieri realizzati con cemento scadente. I dati mostrano che lo Stato o le sue rappresentazioni hanno abbattuto solo poche centinaia di edifici negli anni. Inoltre, ci sono migliaia di richieste di condono per piccoli abusi come verande e balconcini.
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