RATTO DELLE SABINE addio. La celebre scultura a spirale scolpita dal Giambologna intorno al 1575, dovrà lasciare la sua nobile dimora sotto la Loggia dei Lanzi, dove fa bella mostra di sè fin dai tempi del Granduca Francesco I. Insieme al Perseo di Benvenuto Cellini, il magnifico blocco con la fanciulla che cerca di liberarsi dal suo rapitore, è una delle opere simbolo della stessa Loggia dell'Orcagna, una delle icone più celebri di Piazza Signoria, oltre che uno dei capolavori del Manierismo. Ma purtroppo, rispetto al vicino di casa Perseo che tiene in mano la testa di Medusa, il Ratto non gode la stessa ottima salute. Del resto, il primo è in bronzo mentre la scultura del Giambologna è in marmo. E quindi più fragile e più difficile da conservare. Da qui la decisione più volte rimandata ma inevitabile, alla quale si sta lavorando da tempo e che ora potrebbe avere un'accelerata: spostare l'opera in un posto al chiuso. Per la precisione si sa già che la scultura sarà esposta in uno dei saloni al piano terra degli Uffizi, ben visibile a tutti i visitatori e in un contesto di assoluto prestigio. Al posto dell'originale, sotto la Loggia dei Lanzi, verrà collocata una copia in marmo e non in resina , così come è avvenuto per il David di Michelangelo sull'arengario di Palazzo Vecchio, dopo la sistemazione della statua autentica alla Galleria dell'Accademia. «Lo spostamento è allo studio da tempo da parte della Sovrintendenza ha spiegato Antonio Godoli, direttore del dipartimento architettura degli Uffizi ed è legato a una questione di tutela dell'opera. Esposta all'aperto, i suoi marmi rischiano di rovinarsi. Spostarla dentro il museo agevolerebbe di molto le cose. Per l'occasione verrebbe sottoposto a una operazione di restauro protettivo». Nonostante siano già stati effettuati alcuni studi preliminari per la realizzazione della replica, il trasloco sarà comunque lungo e costoso. Si parla infatti di circa un milione e mezzo di euro, che verrebbero coperti da sponsor privati. E pare che gli interessati a questa operazione di grande richiamo mediatico non manchino fin da ora. Così come sono chiari gli esiti del monitoraggio che va avanti dal 2001, quando il capolavoro del Giambologna è stato restaurato e messo sotto costante osservazione. Le verifiche del 2007 non hanno dato risultati confortante: il marmo continuava a soffrire gli attacchi degli agenti atmosferici, nonostante la sostanza protettiva applicata sulla superficie della scultura. Nel 2008 è terminato un ciclo di studi che, secondo il parere quasi unanime dei tecnici, consiglia la musealizzazione dell'opera. «La soprintendenza per il polo museale fiorentino conferma che è allo studio il risultato del lungo monitoraggio del Ratto delle Sabine per una decisione finale riguardo la permanenza del gruppo del Giambologna nell'attuale collocazione nella Loggia dei Lanzi è stato spiegato ieri. Come si ricorderà, il gruppo di studio guidato da Magnolia Scudieri e Mauro Matteini, con il restauratore Alberto Casciani, nel tempo ha svolto test diversificati riguardanti la protezione del marmo. Un eventuale ricovero della scultura all'interno degli Uffizi potrà essere predisposto solo alla fine del percorso delle necessarie valutazioni e autorizzazioni».
FIRENZE -ll Ratto delle Sabine trasloca agli Uffizi. Copia in marmo per la Loggia dei Lanzi. Spostare il capolavoro del Giambologna costerà un milione e mezzo di euro.
La scultura "Ratto delle Sabine" di Giambologna, creata intorno al 1575, dovrà lasciare la sua posizione sotto la Loggia dei Lanzi a Piazza Signoria a causa della sua fragile salute. La scultura, in marmo, è più fragile rispetto al vicino Perseo, in bronzo, e rischia di rovinarsi esposta all'aperto. La Sovrintendenza degli Uffizi ha deciso di spostare l'opera in uno dei saloni al piano terra degli Uffizi, dove sarà esposta a tutti i visitatori e in un contesto di prestigio. Una copia in marmo sarà collocata al posto dell'originale sotto la Loggia dei Lanzi.
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