La tanto attesa (dal 1946) superstrada dei Due Mari, Grosseto-Fano, minaccia di sfregiare in modo clamoroso e irrimediabile una vallata, quella del Metauro, che sin qui è stata conservata in modo abbastanza attento, con paesaggi ancora antichi, di eccezionale bellezza. Gli stessi che ispirarono la pittura del grande Pietro della Francesca a partire dal famoso Dittico dei Duchi (Federico da Montefeltro e Battista Sforza) dipinti per la corte di Urbino ed oggi agli Uffizi. I paesaggi che furono poi di Raffaello e di altri pittori fondamentali. Agli amministratori locali e provinciali che hanno espresso ed esprimono la loro ammirazione per il fascino di quei paesaggi definendoli "un immenso patrimonio culturale" rivolgiamo un accorato, vibrante appello affinché non vengano realizzate le varianti al progetto originario della superstrada che fra l'altro rischia di diventare autostrada e quindi un corridoio chiuso, tranciante, che nulla porta all'economia della vallata. Da Fermignano a Urbania denunciano i comitati della Valle del Metauro si prevede di piazzare il nastro d'asfalto nella "piana di Asdrubale", sito archeologico dell'età del ferro, proprio al centro del Dittico dei Duchi di Piero della Francesca, mentre il tracciato originario lo collocava a margine della valle con alcuni tratti molto opportunamente in galleria. Più a nord, il centro storico di Mercatello sul Metauro (bandiera arancione del Touring Club Italiano) sarebbe soverchiato dal viadotto di tipo autostradale che sostituisce un percorso previsto anch'esso saggiamente in galleria sostenendo che esso comporta un forte risparmio, anche se le cifre reali smentiscono quelle consistenti economie. La variante, progettata dall'austriaca Strabag, prevede infine che la superstrada diventi una autostrada a pedaggio con sei corsie. Un vero e proprio squarcio esplosivo in regioni, quali Toscana, Umbria e Marche, che fanno del paesaggio una loro forza. Tanto più che essa non potrebbe utilizzare il traforo della Guinza, realizzato una decina di anni fa, dal momento che esso consta soltanto di due corsie e che quindi risulta fuori norma. Inoltre il trasporto pesante come continua a dimostrare l'autostrada adriatica nel tratto marchigiano diserta l'autostrada a pagamento appena ci sono pendenze che aumentano i consumi di carburante e reclama di essere esentato dal pedaggio o continua a percorrere strade statali gratuite. Quindi, come autostrada, la Grosseto-Fano non ha alcuna possibilità di finanziarsi coi pedaggi. Sorprende dunque la sordità degli amministratori locali e regionali alle istanze di quanti chiedono che la superstrada percorra la Valle del Metauro senza intaccarne una integrità davvero rara. Ai valori della bellezza del paesaggio come bene sociale, collettivo, tutelato dall'articolo 9 della Costituzione, si rivolgono dunque omaggi soltanto a parole? Non si può, non si deve continuare su questa strada suicida che distrugge per sempre beni unici, irriproducibili, che hanno anche una ricaduta economico-finanziaria in termini di turismo culturale, ma che sono essenziali "in sé e per sé" perché in paesaggi belli e intatti si cresce meglio, si vive meglio, si invecchia meglio. p. il Comitato per la Bellezza Vittorio Emiliani, Vezio De Lucia, Luigi Manconi, Paolo Berdini
Comitato per la bellezza: Le varianti alla Grosseto-Fano massacrano la Valle del Metauro
La superstrada dei Due Mari, Grosseto-Fano, minaccia di danneggiare la vallata del Metauro, un'area con paesaggi antichi e di eccezionale bellezza. Gli amministratori locali e provinciali hanno espresso ammirazione per il fascino di quei paesaggi, ma non hanno preso misure per evitare che la superstrada diventi autostrada e danneggi la valle. I comitati della Valle del Metauro hanno denunciato la variante del progetto, che prevede di piazzare il nastro d'asfalto nella "piana di Asdrubale", un sito archeologico dell'età del ferro. Il centro storico di Mercatello sul Metauro sarebbe soverchiato dal viadotto di tipo autostradale.
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