«L' ASCENSORE di cristallo per salire sul Duomo? Non chiedete a me, io parlerò a suo tempo. Il padrone di casa è la Veneranda Fabbrica, quindi il ministro degli Interni». L' arcivescovo Angelo Scola si chiama fuori, per il momento, dalla diatriba che oppone fautorie detrattori della realizzazione di un impianto di salita montato sulla facciata esterna della cattedrale. La scelta dunque è di non intervenire subito nella polemica. Ma le discussioni continuano, dopo la lettera a Repubblica dello storico dell' arte Salvatore Settis contrario all' iniziativa auspicata invece sia dalla Fabbrica sia dai maggiorenti di Expo. Scola recentemente aveva auspicato un interesse delle istituzioni pubbliche per «il monumento simbolo dell' identità di Milano». Parole che subito avevano mosso il governatore della Lombardia Roberto Maroni a promettere nuovi aiuti finanziari. Ma è dall' inaugurazione del nuovo Museo del Duomo che il tema dell' ascensore trasparente è tornato d' attualità, dopo due anni che non se ne parlava più, vista la bocciatura del progetto da parte della Sovrintendenza ai Beni architettonici. Ieri anche il sottosegretario ai Beni culturali, Ilaria Borletti Buitoni, si è occupata della vicenda, schierandosi nel partito dei detrattori dell' opera: «È sicuramente da apprezzare l' intento della Curia di allargare la platea di fruitori delle bellezze del Duomo e di Milano dall' alto, anche ai disabili», ha esordito, chiamando in causa la Curia che in realtà dal punto di vista formale non ha alcun potere decisionale. Il sottosegretario Borletti ha poi spiegato: «È sempre difficile fare scelte e valutazioni oculate quando si scontrano due esigenze giuste, ma in questo caso ritengo che debbano essere privilegiati la tutela anche strutturale del monumento e il decoro del Duomo e del tessuto urbano che lo circonda a una pur giusta esigenza di allargamento della fruibilità del monumento». Una posizione articolata, che tiene conto delle argomentazioni del presidente della Veneranda fabbrica, il professore Angelo Caloia, ma anche quelle di chi teme che un afflusso ancora maggiore di visitatori sulla terrazza più famosa di Milano, possa metterle in pericolo il monumento. «Sono certa che con la Curia,a cui offriamo fin da subito la piena collaborazione del ministero della Cultura, sapremo trovare soluzioni meno invasive e rispettose della storia e della concezione del Duomo e della città di Milano che lo ospita», ha concluso Borletti Buitoni, lasciando intendere che ci saranno ulteriori approfondimenti della materia. -