L'interrogazione del consigliere comunale Dario Cardaci a Sala d'Euno sulla chiusura del Monastero di San Marco e sul mantenimento del patrimonio artistico del capoluogo ha consentito di aprire un proficuo dibattito sullo stato di numerose opere d'arte e strutture che potrebbero fungere da volàno per Enna. Cardaci, considerando la chiusura del Monastero una grossa perdita, si è detto preoccupato per il patrimonio annesso alla struttura ribadendo a gran voce che "deve restare ad Enna, è un bene cittadino ed in quanto tale non deve disperdersi". Il consigliere ha quindi ampliato la discussione focalizzando l'attenzione su altre opere quale ad esempio le tele della chiesa di San Paolino annessa al convento dei cappuccini al cimitero. "Il timore che le tele possano non essere più ad Enna è purtroppo stato confermato e per questo ne chiedo il ritorno immediato" ha detto Cardaci a cui l'assessore Vittorio Di Gangi ha risposto così: "La chiesa di San Paolino, contrariamente al convento che è di proprietà comunale, giuridicamente appartiene alla parrocchia Mater Ecclesiae di Enna ed in atto è utilizzata sia dai cattolici sia della comunità ortodossa rumena". La chiesa, ha spiegato Di Gangi, tra la fine degli anni '70 e gli inizi degli anni '80 a seguito del parziale abbandono subì il furto di alcuni dipinti contenuti nel complesso ligneo dell'altare maggiore: "Al fine di impedire ulteriori saccheggi il prezioso dipinto del Minniti raffigurante San Carlo Borromeo, per volontà dei proprietari venne trasferito nella Sala Cerere di Palazzo Chiaramonte, mentre altre tele vennero temporaneamente esposte nel Museo diocesano, di questa decisione, però, nessuna informazione è stata data al Comune di Enna né dalla parrocchia Mater Ecclesiae né dalla sovrintendenza dei beni culturali". Di Gangi ha però assicurato che si attiverà per il rientro delle opere che, se nell'immediato potrebbero trovar posto alla Sala Cerere, hanno nel Museo Alessi la loro sede naturale. E proprio il museo rappresenta un limite di Enna, in tutte le sue componenti interessate, perchè non si può tenere chiuso un patrimonio che se non difeso rischia di essere privato alla città. Il discorso sulla riapertura del museo deve riprendere con decisione perchè è innammissibile che una città non sappia trovare la giusta soluzione. Da Cardaci è partito un appello anche per altre strutture di cui si sa ben poco: "Penso ai Capannicoli nella Rocca di Cerere, annunciati in pompa magna, penso alla struttura alla Colombaia dove c'è l'archivio storico del Ventennio e che stiamo perdendo in un immobile che dobbiamo recuperare, renderlo pubblico e fare cultura. Ci sono tante strutture che vanno recuperate, l'attenzione non si fermerà ecco perchè chiedo un censimento delle opere d'autore che non sono poche". W. s. 15112013