Palma di Montechiaro. Nella chiesa considerata tra le più celebri del patrimonio ecclesiastico siciliano, poiché immortalata nelle pagine del famoso best seller Il Gattopardo, il nuovo arciprete troverà di certo una situazione precaria. Troppi infatti sono stati gli anni di abbandono non solo da parte della Curia, ma anche della soprintendenza alle antichità, le quali non sono intervenute per arrestare il pericoloso degrado esistente in uno dei gioielli più belli del tardo barocco isolano. L'esempio più emblematico è rappresentato dal crollo di una delle pale del pittore palmese Raffaele Manzelli che rappresenta la Samaritana che si reca al pozzo di Giacobbe. Il quadro, staccatosi da una nicchia del soffitto oltre tre anni fa, si trova tuttora accantonato a terra nella navata di destra, rappresentando così l'inefficienza e la negligenza di chi avrebbe il sacrosanto dovere di intervenire per fare ritornare al suo posto originario la preziosa tela. Ma altri gravi inconvenienti rendono la Matrice in una condizione indecorosa per la sua storia, la sua missione e la sua bellezza, come ad esempio le infiltrazioni di acqua piovana proveniente dai soffitti. La Chiesa Madre, progettata dall'architetto gesuita licatese Angelo Italia, venne fatta erigere dai Tomasi su pianta a croce e a tre navate e fu aperta al culto nel 1703. La facciata fu realizzata in conci di pietra calcarea proveniente dalla locale cava del Cassarino. Il sacro tempio è stretto tra due torri campanarie con due cupolette a doppia curva su base ottagonale. Dedicata alla Madonna del Rosario della quale il duca don Giulio Tomasi era un fervente devoto, la Matrice si distingue anche perché ai suoi lati, disposti a croce, sono stati costruiti due oratori, il Santissimo Sacramento e del Rosario, con decori organici in un tessuto progettuale omogeneo, dovuto ai pittori Domenico Agresta e Domenico Provenzani. L'agrigentino don Franco Giordano sarà il 19 arciprete della storia parrocchiale della Matrice che ha annoverato parroci della levatura religiosa e scientifica come Giovan Battista Odierna, celebre astronomo e Francesco Emanuele Cangiamila, originari di Ragusa e Palermo. Il primo arciprete fu Giovan Battista Odierna, chiamato al seguito dei fratelli gemelli ragusani Carlo e Giulio Tomasi che il 3 maggio del 1637 fondarono il nuovo nucleo abitativo. All'Odierna succedette il narese Vito Gullo. Quindi di seguito si insediarono il narese Felice Focolaro, il sacerdote di Prizzi Rocco Tagliarini, il licatese Arcangelo Onolfo e il palermitano Francesco Emanuele Cangiamila. Il 15 ottobre 1743 venne nominato il palmese Gioacchino Alotti al quale seguì il palermitano Baldassare Emanuele Roca. Il 13 aprile 1797 venne il turno del palmese Gaspare Zito, alla sua morte si insediò il palmese Francesco Maria De Anna e quindi sempre sacerdoti nativi di Palma: Michelangelo Vizzini, Giulio Giganti, Angelo Lombardo, Pietro Castellino e Rosario Di Benedetto, l'ultimo arciprete designato per effetto dello jus patronatus, con il consenso cioè dell'ultimo erede dei Tomasi. FILIPPO BELLIA 14112013
SICILIA - Sos della Chiesa Madre urgono interventi a tutela
La chiesa di Palma di Montechiaro, considerata una delle più belle del patrimonio ecclesiastico siciliano, è stata abbandonata dalla Curia e dalla soprintendenza alle antichità. Il degrado è evidente, con il crollo di una pale di Raffaele Manzelli e infiltrazioni di acqua piovana. La chiesa, progettata da Angelo Italia, è stata costruita dai Tomasi nel 1703 e si distingue per la sua facciata in pietra calcarea e due cupolette a doppia curva. La Matrice ha avuto diversi arcipreti, tra cui Giovan Battista Odierna, Francesco Emanuele Cangiamila e Rosario Di Benedetto. L'attuale arciprete è Franco Giordano.
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