Sciacca. Nel 2008 la scoperta di distacchi del costone e il rinvenimento di pericolose crepe. Nel 2010, dopo avere accertato la situazione di pericolo, la Regione vara un finanziamento di 800 mila euro. Oggi, a ben cinque anni dalla individuazione dello stato di grave erosione, i fondi stanziati per eliminare i pericoli nel costone di "Coda della Volpe", uno dei luoghi della costa saccense più ammirati dai turisti, restano inutilizzati. A denunciare il grave ritardo è l'associazione di promozione sociale "L'Altra Sciacca", che si stupisce di come le autorità pubbliche prima impegnino risorse e poi trascurino un problema serio, che rientra tra le emergenze idrogeologiche del territorio. Intanto, proprio nelle scorse settimane sono stati segnalati altri pericolosi distacchi di roccia dal costone che dalla zona termale si proietta sul mare Mediterraneo. Sul costone compaiono nuove e profonde crepe, che spesso diventano anche il riparo dei volatili che popolano la zona. I lavori in un primo tempo dovevano essere gestiti dal Comune, poi l'ufficio regionale del commissario delegato per l'attuazione degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico in Sicilia ha deciso di avocare a sé il progetto, trasferendo le competenze al Genio Civile di Agrigento. L'intervento da 800 mila euro di messa in sicurezza, previsto dall'assessorato regionale territorio ed ambiente, deve quindi essere effettuato dal Genio civile, che potrebbe adesso valutare anche l'opportunità di adeguare il progetto se si dovesse accertare la presenza di nuovi distacchi di roccia. Sappiamo che i ritardi sono stati dovuti anche alla necessità di usufruire dei pareri della soprintendenza ai beni culturali, che in più occasioni avrebbe manifestato perplessità rispetto ai supporti tecnici da utilizzare per operare sul costone. "La classe politica di questa città si sta assumendo gravi e grandi responsabilità nei confronti della comunità - affermano quelli dell'associazione "L'Altra Sciacca" - che siamo sicuri, non la perdonerebbe per il crollo di Coda della Volpe». Giuseppe Recca 11112013