non ci sono soldi per portare a terra il cannone della nave dei pirati I beni culturali, i reperti, chi li ama mette mani al portafogli. E' inutile sperare nella Regione i cui esponenti sono disponibiliì ad operazioni di recupero e salvaguardia dei beni culturali ma senza soldi pubblici. Si della Regione al recupero del cannone in ferro della nave dei pirati che giace nel mare di Bulala ma se si trovano i fondi degli sponsor privati. Si ad affidare il Castelluccio ad Archeoclub ma deve trovare i fondi per recuperare la fortezza medievale. Con il Comune non va meglio. Ieri due giovani di Archeoclub sono partiti alla volta di Paestum dove si svolge la Borsa del turismo archeologico. Per promozionare il territorio nello stand che il Comune ha affittato insieme a Licata, le spese di viaggio, vitto ed alloggio le hanno sostenute i soci Archeoclub autotassandosi. Martedì scorso si è svolta a Palermo, nella sede dell'Assessorato ai beni culturali un incontro tra la sede di Gela dell'Archeoclub d'Italia con Nuccio Mulè e Franco Cassarino, la Soprintendenza del Mare con il Soprintendente Sebasiano Tusa e il Dott. Nicola Bruno e la responsabile della segreteria tecnica dell'assessorato Giusy Monterosso. All'incontro era prevista la presenza dell'Assessore Mariarita Sgarlata che, però, non ha potuto partecipare per sopravvenuti impegni dell'ultimo momento. L'incontro ha riguardato diverse tematiche, il recupero e restauro del cannone e del relitto della nave pirata, ritrovati da Franco Cassarino nel mare di Bulala, la restituzione dei reperti ARCHEOLOGICI di proprietà del Comune di Gela dal Museo di Siracusa, la concessione della gestione del Castelluccio e dell'ex caserma della forestale di Bosco Littorio all'Archeoclub d'Italia e la richiesta di finanziamenti per la fruizione dei beni culturali di Gela. "Incontro proficuo e foriero di buone novità tranne per quelle economiche - racconta Nuccio Mulè -che sono state deludenti sia per la mancanza di fondi regionali, sia soprattutto per la scelta politica di considerare ancora una volta il bene culturale come vuoto a perdere; addirittura la stessa Soprintendenza del Mare, non ha nemmeno i soldi necessari per le missioni che quasi sempre sistematicamente incidono sulle tasche dei dipendenti della stessa". Intanto, quando si procederà al recupero del cannone della nave pirata sarà proprio l'Archeoclub d'Italia, in particolare con Franco Cassarino responsabile della sezione di archeologia subacquea, a contribuire (si spera attraverso degli sponsor) al recupero e al restauro del cannone di ferro mettendo a disposizione location, vitto, alloggio e spese del carburante per i restauratori che si trasferiranno quanto prima a Gela. Sarà successivamente compito del direttore Ennio Turco accogliere nel museo tale importante reperto per la sua fruizione e non solo, si spera anche di dare giusta collocazione alle centinaia di reperti ARCHEOLOGICI sottratti al mare, grazie ai ritrovamenti di Franco Cassarino e all'intervento della Guardia Costiera, degli artificieri del Nucleo Sdai della Marina Militare e delle Forze dell'Ordine. M. C. G. 14112013