A rischio non c'è soltanto il decoro di un pezzo di storia catanese, ma molto di più. Vecchi stracci, lattine e bottiglie di birra vuote e deturpano i resti delle terme romane di piazza Dante, motivo per cui l'amministrazione comunale scende in campo con un progetto di rivalutazione dell'area. La volontà è quella di non abbandonare un sito visitato ogni anno da migliaia di turisti e di scongiurare a residenti e commercianti della zona altri problemi oltre a quelli preesistenti legati al vandalismo e al parcheggio selvaggio. «Bisogna fare un salto di qualità per evitare che il patrimonio culturale di Catania faccia questa fine - sottolinea il consigliere comunale Carmelo Sofia - abbiamo ricevuto tante segnalazioni da parte degli abitanti dell'Antico Corso. Palazzo degli Elefanti effettua la pulizia del rione ogni settimana, ma senza la collaborazione della gente che deve avere maggiore rispetto per la cosa pubblica: ogni intervento viene vanificato nel giro di pochi giorni. Una soluzione potrebbe essere l'istallazione di un sistema di videosorveglianza per cogliere sul fatto questi incivili e punirli come meritano». Da terme a cassonetto, da testimonianza archeologica a centro di raccolta per i rifiuti. Reperti sopravvissuti a terremoti ed eruzioni, ma che soccombono di fronte all'inciviltà di tante, troppe persone. Si scrive piazza Dante e si legge pattumiera a cielo aperto. Eppure i contenitori per l'immondizia ci sono, eccome. E sarebbero pure molto vicini ai resti delle terme. Ma vuoi mettere il fascino di un cassonetto antico di oltre mille anni? Rassegnarsi oppure combattere e opporsi al degrado? Nell'Antico Corso il dibattito è aperto. Alcuni cittadini hanno persino organizzato una petizione. Improbabile, forse impossibile, ma è comunque un tentativo per restituire decoro alle terme. «Non ci demoralizziamo e non vogliamo alzare bandiera bianca - sottolinea Tony D'Antoni, presidente del comitato "San Nicola" - abbiamo raccolto decine di firme per chiedere di salvaguardare uno dei più importanti reperti ARCHEOLOGICI della città. Strutture che in queste condizioni rappresentano un pessimo biglietto da visita agli occhi di tanti turisti». In questo degrado che opprime l'area non tutti sono convinti che lo spartiacque tra il passato e il presente sia il mercato rionale. «Anche all'interno del Monastero dei Benedettini la situazione è la stessa - spiega Ferdinando Nicoletti, abitante dell'Antico Corso - l'università la domenica resta chiusa eppure, superato il portone, nel cortile le aree di scavo sono piene di spazzatura». Bicchieri di plastica, cartacce, qualche vecchio libro e centinaia di mozziconi di sigarette. La situazione è sotto gli occhi di tutti: studenti e professori. «A Catania la cultura dell'illegalità è molto diffusa - dichiara l'assessore alla Bellezza condivisa, Orazio Licandro - il rischio così è quello di indietreggiare sotto ogni aspetto. Occorre quindi un'opera quasi pedagogica per preservare il patrimonio della città invogliando la gente a esercitare il mestiere di cittadini. Un "lavoro" che prevede diritti e doveri. "Obblighi" che consistono nel prendersi cura della cosa pubblica contro incivili e teppisti». Immagine al link qui sotto:
SICILIA - CATANIA. I resti delle terme romane nel degrado
La città di Catania sta affrontando un problema di vandalismo e abbandono nella zona delle terme romane di piazza Dante. I resti delle terme sono stati danneggiati da vecchi stracci, lattine e bottiglie di birra vuote. L'amministrazione comunale ha deciso di intervenire con un progetto di rivalutazione dell'area. Il consigliere comunale Carmelo Sofia ha sottolineato l'importanza di preservare il patrimonio culturale della città e ha proposto l'istallazione di un sistema di videosorveglianza per cogliere sul fatto i responsabili del vandalismo.
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