IL SUO nome era già circolato nelle scorse settimane come una delle soluzioni "ministeriali" più accreditate. Poi, la presa di posizione del ministro Massimo Bray, che ha assicurato per la poltrona di direttore generale del Grande progetto Pompei da 105 milioni di euro «una figura che conosce bene il valore del patrimonio storico artistico e che sa coordinare», ha rafforzato la sua candidatura. Sarebbe già pronto il decreto del presidente del Consiglio Enrico Letta per chiamare al capezzale di Pompei Fabrizio Magani, attuale direttore regionale per i Beni culturali e il paesaggio dell' Abruzzo. STORICO dell' arte, 52 anni, una laurea in Lettere all' Università di Padova con una tesi sul collezionismo e la committenza artistica della potente famiglia veneziana dei Widmann, una discreta conoscenza del tedesco, esperienze di insegnamento all' università di Udine, Padova e Chieti, Magani è stato soprintendente ai Beni artistici e storici di Verona, Rovigo e Vicenza quando fu scelto nel novembre del 2010 dall' allora ministro Sandro Bondi per guidare la Direzione regionale dell' Abruzzo. Magani ebbe il compito di dare un' accelerata alla ricostruzione e ai lavori sui beni culturali devastati dal terremoto dell' aprile 2009 e di far dimenticare la gestione della Protezione civile di Bertolaso. Dalla sua, dunque, il direttore Magani ha un' esperienza in materia di stazione appaltante, programmazione, gestione delle risorse finanziarie, gestione e amministrazione del personale che dovrebbe consentire al Grande progetto Pompei di fare quel salto di qualità senza il quale l' Italia rischia di fare l' ennesima brutta figura, non riuscendoa spendere entro il 2015 tutti i 105 milioni destinati al recupero degli scavi. Con la nomina di Magani prevale la scelta interna, gradita al ministro Bray, invece di quella esterna che l' entourage del premier Letta aveva costruito attorno al diplomatico Giuseppe Scognamiglio, responsabile degli affari pubblici di Unicredit, gradito anche al leader dei lettiani campani, Guglielmo Vaccaro. L' arrivo di Magani a Pompei dovrebbe coincidere anche con la nomina del nuovo soprintendente: salvo sorprese dovrebbe essere Adele Campanelli che ha lasciato il museo archeologico di Chieti, in Abruzzo, proprio nella stessa tornata di nomine di tre anni fa.