C' È UNA data per la pedonalizzazione del Tridente ed è il 2014: «Lo chiuderemo entro l' anno, partendo da via di Ripetta» ha annunciato il sindaco Ignazio Marino, intervistato al videoforum di Repubblica Tv dal caporedattore della cronaca di Roma Giuseppe Cerasa e da Silvia Garroni. «Gli abitanti sono pronti- ha spiegato Marino riferendosi al triangolo di strade del centro storico che da piazza del Popolo si snodano lungo via del Babuino, via del Corso e via di Ripetta - e i commercianti sono molto favorevoli, seppur prudenti. Chiedono un approfondimento o se ci passerà o no un mini bus elettrico. Ci sarà chi protesterà ma vedrete, diventerà un meraviglioso spazio libero dalle auto». Dopo il Tridente toccherà al parco archeologico dell' Appia Antica. «Lo realizzeremo entro il 2018, chiudendo via dei Cerchi e congiungendo così l' area dei Fori con il Circo Massimo: avremo una passeggiata nella storia che da piazza Venezia attraversa l' area del Colosseo e continua verso il Circo Massimo». Ammirabile anche di notte, con una illuminazione pensata per metterne in risalto la grandiosità: «È possibile mai - riflette Marino - che la sera si chiuda tutto a chiave fino al mattino dopo?». Una visione, magnifica, che nei progetti dovrà superare lo scoglio della mobilità: «Chiuderemo tutto, nei prossimi due o tre anni, ma man mano che avremo i mezzi pubblici» risponde il sindaco alla domanda di un lettore che critica il degrado e la mobilità nella zona dopo la chiusura al traffico privato di via dei Fori Imperiali, «con decine e decine di veicoli che continuano a passare ogni ora e via Labicana ridotta a una autostrada». Continua Marino: «È impossibile sbarrare il cuore della città da un giorno all' altro, né possiamo costruire una linea di tram o della metropolitana in un weekend: ma come sindaco ci sono delle scelte da fare e non si poteva, con il più grande parco archeologico del mondo a disposizione, avere il Colosseo a fare da spartitraffico. Tra quindici anni tutti godranno di questa scelta: anche io, negli anni Settanta, in modo imprudente parcheggiavo a piazza del Popolo, là dove a ogni ora c' erano oltre mille veicoli in sosta». Se Marino alla Roma del futuro vuole dare un volto nuovo, più sostenibile e splendente, la strada per delinearla poggia nelle sue fondamenta millenarie: «Penso a grandi investimenti sull' arte, sulla cultura e sull' archeologia, coinvolgendo i filantropi e i grandi mecenati, anche stranieri. Quanta gente nel mondo, ricca e appassionata di storia e cultura, sarebbe felice di intervenire? Una cosa molto diversa dagli sponsor». Una tradizione da valorizzare, per il bene della città, ma in qualche caso, come quello dei sampietrini, anche da mettere da parte: «I sampietrini sono belli al Pantheon o a piazza della Rotonda, ma su strade ad alto scorrimento e con gli autobus, come via Nazionale, forse potrebbero essere sostituiti dall' asfalto, sono pericolosi soprattutto per le due ruote». Così, per migliorare gli spostamenti quotidiani, da gennaio «sarà avviato un piano di manutenzione per strade e marciapiedi, pieni di buche e selciato disfatto: tanti anziani mi dicono di avere paura di inciampare. I contratti verranno fatti con una garanzia sulla durata: se uno ripara il manto deve dare la garanzia che per cinque anni rimanga nelle migliori condizioni». Quanto ai diritti, il prossimo passo è il registro delle unioni civili. «Lo voteremo subito dopo il bilancio» annuncia Marino, che apre sulle adozioni alle coppie omosessuali: «Fino al 1987 non mi sentivo favorevole, poi vivendo all' estero ho avuto la possibilità di conoscere tanti amici di mia figlia, che oggi ha 21 anni, cresciuti da omosessuali, e mi sono reso conto che purché l' adozione sia fatta nell' interesse primario del bambino o della bambina, non ho nessuna contrarietà».