ROMA - Una promozione a pieni voti per soli tre ministeri: Attività produttive, Giustizia e Interno. E una "sufficienza",a volte risicata, a Beni culturali, Salute, Politiche agricole ed Economia. Non è certo brillante, ma neppure del tutto da buttare, la "pagella" sui processi di programmazione strategica e i controlli interni nei ministeri. A stilarla è stato il Comitato tecnico scientifico per il coordinamento in materia di valutazione e controllo strategico nelle amministrazioni statali (presso la presidenza del Consiglio), che ieri ha presentato il secondo rapporto sui sistemi di valutazione della macchina burocratica. Un rapporto in cui si esprime una certa preoccupazione per la qualità, riscontrata nel 2002, del processo di programmazione dei singoli dicasteri definita «medio-alta solo in pochi ministeri»: Attività produttive, Giustizia e Interno. Nel documento si sottolinea che in molte amministrazioni il processo di programmazione «viene considerato un mero adempimento formale». Senza considerare poi che spesso il previsto coinvolgimento dei servizi di controllo interno (Secin) nel processo di programmazione «non è stato omogeneo». Anche per quanto riguarda le direttive che annualmente i singoli ministeri sono obbligati a emanare per definire l'attività e la gestione delle strutture, il bilancio non appare positivo, anche se non manca qualche area di eccellenza. Quanto alla composizione dei Secin, nel rapporto si afferma che la dotazione del personale è consistente(230 persone) ma «le risorse umane impegnate non sempre dispongono delle professionalità necessarie». Il quadro complessivo, dunque, appare non proprio edificante. Mauro Zampini, presidente del Comitato, ha parlato di una «sostanziale impermeabilità dell'apparato rispetto agli obiettivi della riforma». Il presidente del Comitato ha comunque lasciato intendere di riporre molta fiducia nell'impegno "politico", scaturito da una serie di fruttuosi incontri con la presidenza del Consiglio e diversi ministri, di procedere «con un programma strategico per la durata dell'intera legislatura», che dovrebbe consentire di rendere operative le «raccomandazioni» contenute nel rapporto.
Amministrazioni poco virtuose nei processi di programmazione.
Il Comitato tecnico scientifico per il coordinamento in materia di valutazione e controllo strategico nelle amministrazioni statali ha presentato il secondo rapporto sui sistemi di valutazione della macchina burocratica. Il rapporto esprime preoccupazione per la qualità del processo di programmazione dei singoli ministeri, considerato medio-alto solo in pochi ministeri (Attività produttive, Giustizia e Interno). Il processo di programmazione viene considerato un mero adempimento formale in molte amministrazioni, e il coinvolgimento dei servizi di controllo interno (Secin) non è stato omogeneo. Il rapporto anche critica la composizione dei Secin, che ha una dotazione di 230 persone ma non sempre dispongono delle professionalità necessarie.
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