La rabbia della Regione: «Uno schiaffo del governo al Nord» MILANO Addio sogno europeo, la Lombardia rimedia una sonora bocciatura culturale: Bergamo e Mantova, le due città cher aspiravano al ruolo di «Capitale europea della cultura» per il 2019, sono state entrambe escluse dalla short list italiana. Come dire, eliminate al primo turno. La selezione è stata compiuta ieri dall'apposita commissione riunitasi a Roma, che ha ristretto la rosa delle aspiranti a sei città: Cagliari, Lecce, Matera, Perugia-Assisi, Ravenna e Siena. Da questo ristretto gruppo uscirà la città candidata a ospitare tra sei anni una serie di eventi e manifestazioni. Che entrambe le città lombarde potessero superare la prima selezione era praticamente impossibile, ma almeno una delle due si pensava potesse convincere la commissione. Così non è stato. Il criterio usato dalla commissione doveva tenere conto di un programma organico, della presenza di sostenitori finanziari e di un background storico e culturale che fosse di levatura quanto meno europea. Dalle istituzioni locali le reazioni sono arrivate pressoché immediate. «Siamo indignati per questa scelta incomprensibile che taglia fuori il Nord. Il Governo Letta si dimostra ancora una volta in perfetta continuità con il recente decreto Bray sulla cultura ossia nemico del Nord »: questo il commento a caldo (e categorico) dell'assessore alla cultura della Regione Lombardia, Cristina Cappellini. A Mantova ill progetto «low cost» (per preparare la candidatura sono stati spesi circa 400 mila euro, molti meno che nella «rivale» Bergamo) non ha fatto breccia. Deluso il sindaco Nicola Sodano: «Somatizzeremo la sconfitta, abbiamo fatto tutto il possibile». «Rispettiamo la decisione aggiunge la presidente del comitato promotore Emma Marcegaglia e la leggiamo in continuità con il trend per cui vengono privilegiate aree che possono fare della cultura un motivo di riscatto». «La vera sconfitta sarebbe buttare via il lavoro fatto fin qui» ha commentato invece l'assessore alla cultura di Bergamo, Claudia Sartirani. «I fondi messi a disposizione saranno comunque utilizzati per iniziative culturali» aggiunge il sindaco della città orobica, Franco Tentorio. Sul piatto erano stati messi 800mila euro, 420 dei quali già spesi. Ma il presidente della Provincia, il leghista Ettore Pirovano, tuona: «In questa nazione noi siamo stranieri».