Troppo costoso e tempi lunghi, meglio non scavare, tanto più che il bucone è marcio e l'alternativa c'è. Ma dopo le inchieste giudiziarie Renzi, il facondo sindaco di Firenze e aspirante al trono d'Italia tace, Il manifesto, 14 novembre 2013 Il "grande buco" di Firenze, il progetto di attraversamento Tav del centro storico della città, con megatunnel a doppia canna e macrostazione sotterranea, viene travolto dalle inchieste della magistratura, che evidenziano gravissimi profili di illegittimità ed illegalità amministrative, civili e penali, da parte di una "cricca" che coinvolge pesantemente non solo la governance delle ferrovie e del progetto e le imprese interessate, ma anche l'amministrazione pubblica ai diversi livelli, compresi ministeri e vertici della Regione Toscana. Tra i rilievi della procura si trovano: uso di materiali inidonei, irregolarità procedurali, forzature decisionali, reati ambientali, aggiramento delle norme dei lavori pubblici, evasioni ambientali, occultamento degli impatti, fino alla rimozione di dirigenti "scomodi", perché, facendo scrupolosamente il proprio dovere, bloccavano e impedivano i disegni di devastazione, spreco e accaparramento di risorse pubbliche da parte della "squadra". Appare scontato che in tale quadro non ci fosse alcuna attenzione per il centro urbano di Firenze, né per il suo patrimonio artistico, culturale, ambientale e abitativo. Il sindaco Matteo Renzi, prossimo possibile dominus del Pd, nonché candidato alla premiership, che pure chiacchiera su tutto, in questo caso mantiene un rigoroso, quanto imbarazzato e clamoroso, silenzio.Movimenti e comitati, insieme agli studiosi dell'università che hanno analizzato il problema, chiedono invece con forza l'abbandono definitivo di questo progetto, «inutile e dannoso», e il ritorno a un più agevole e meno costoso passante di superficie, di cui gli stessi tecnici hanno di recente aggiornato la proposta progettuale. Lo scenario, che Giorgio Pizziolo ed altri tecnici hanno curato, è infatti molto più conveniente dal punto di vista di tempi, costi, impatto ambientale ed efficacia della realizzazione, anche rispetto all'intero sistema di mobilità urbana e metropolitana interessato. Per avviare i lavori del «passante» fiorentino è molto più semplice e rapido rendere definitivo il progetto nuovo di sovrattraversamento, piuttosto che tentare di proseguire l'iter, interrotto di fatto dalla magistratura, di megatunnel e grande stazione sotterranea. Almeno se si vuol rispettare il criterio di «assoluta legalità» per le operazioni a venire, dichiarato dalla stessa Rfi. Come ricordato in questi giorni dall'attivissimo «Comitato No Tunnel Tav», le illegittimità ambientali, amministrative, civili e penali già emerse nell'inchiesta costituiscono solo una parte di un quadro di irregolarità assai più vasto,di cui chi ha studiato il progetto è ben consapevole. Tra le "magagne" che devono ancora emergere vi è, per esempio, l'assoluta mancanza di Valutazione d'impatto ambientale della megastazione sotterranea, per la quale il proponente tentò di spacciare per buona altra valutazione redatta per altro progetto (circostanza ammessa successivamente dai suoi stessi legali). Tra le altre questioni ancora da sollevare vi è la mancanza di nulla osta paesaggistico; e infine il fondamentale dato già emerso per cui "Monna Lisa", ovvero la fresa montata per lo scavo, è inadeguata a lavorare nel sottosuolo del centro storico fiorentino e andrebbe sostituita. Provvedere correttamente a sanare o aggiustare tutti questi problemi significherebbe, oltre a far lievitare i costi, poter avviare i lavori non prima di un anno. Quindi si aprirebbe il problema dell'impatto dello scavo vero e proprio, mai avviato finora. Indagando i documenti progettuali e programmatici relativi al sottoattraversamento e in generale al nodo fiorentino della linea ad alta velocità, viene confermato che la vera scelta della governance toscana e fiorentina era legata alla necessità di premiare il sistema locale con un progetto finanziariamente all'altezza di quanto si stava spendendo negli altri grandi nodi ferroviari nazionali. Se a Firenze fosse stato confermato il progetto di superficie, nell'area ci sarebbe stata un'allocazione di risorse sensibilmente minore: un progettino da 350 milioni di euro. Bisognava cambiare: Firenze pretendeva il suo vero progetto di alta velocità.
Eddyburg
14 Novembre 2013
TAV FIRENZE. Perché tornare al passante di superficie
AL
Alberto Ziparo
Eddyburg
Il progetto di attraversamento Tav del centro storico di Firenze è stato travolto dalle inchieste giudiziarie, che hanno evidenziato gravissimi profili di illegittimità ed illegalità amministrative, civili e penali. Il progetto, che prevedeva un megatunnel e una macrostazione sotterranea, è stato fermato a causa delle irregolarità e delle forzature decisionali commesse da una "cricca" di persone coinvolte nella governance delle ferrovie e del progetto. Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, non ha fatto commenti sul progetto.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
il manifesto · 10 Ago 2005
PONTE SULLO STRETTO: la Grande opera si allontana
la Repubblica · 7 Set 2005
SICILIA: Urbanistica a sviluppo indietreggiato
il manifesto · 5 Ago 2007
Toscana, il paesaggio si tutela con il conflitto
il manifesto · 4 Gen 2009
TOSCANA - L'urbanistica da bonificare
il manifesto · 19 Feb 2009
PAESAGGIO - Un brutto paese
il manifesto · 29 Mag 2009
ABRUZZO. Ricostruzione partecipata. Proposta per l'Abruzzo contro il Piano casa
il manifesto · 3 Ott 2009
SICILIA - LA GRANDE OPERA
il manifesto · 17 Dic 2009
Alta velocità. Fiumi tagliati per risparmiare solo 25 minuti
il manifesto · 12 Mag 2011
Il paesaggio è un bene costituzionale
il manifesto · 3 Mar 2012
Alta velocità a Firenze, un costoso supertunnel a rischio ambientale
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
Corriere della Sera · 15 Nov 2011
Cultura, Venezia e Nordest capitali? Ma se investiamo 8 euro procapite
Corriere della Sera · 15 Nov 2011
Uffizi. L'Adorazione di Leonardo sotto la lente degli esperti
Giornale della Toscana · 15 Nov 2011
Anche la cultura è un bene primario
Gazzetta del Sud · 15 Nov 2011
Moda italiana un bene culturale
Il Tirreno · 15 Nov 2011
Capannori (Lucca). Spetta agli enti locali la manutenzione degli scavi
Il Tirreno · 15 Nov 2011
TOSCANA - CAPALBIO - L'archeologia sfida l'autostrada
la Repubblica · 16 Nov 2011
Beni culturali. Tagli alla memoria
Il Tirreno · 16 Nov 2011
Sant'Anna di Stazzema. Museo salvo ma senza soldi
Giornale della Toscana · 17 Nov 2011
FIRENZE - Nazionale a rischio alluvione. Nuove accuse di Nencetti (Confsal-Unsa). Chiederà l'intervento del prefetto.
Il Fatto Quotidiano · 17 Nov 2011
Il sonno delle regioni genera mostre: un
la Repubblica · 18 Nov 2011
Firenze. Investimenti e difesa della Crusca agli Stati generali della cultura
Il Tirreno · 18 Nov 2011
Arezzo, archivio Vasari. Visitano l'archivio, ma non riescono ad avere le chiavi
la Repubblica · 18 Nov 2011
Firenze. Che fare con quel Leonardo? Torna la tentazione di restaurare
Corriere della Sera · 18 Nov 2011
FIRENZE - Gli Stati (quasi) generali del Pd
La Nazione · 18 Nov 2011
FIRENZE - La Crusca rischia di chiudere: va sbloccato il finanziamento da 700mila euro
Corriere della Sera · 18 Nov 2011
FIRENZE - L'addio L'ultimo saluto alla Vaccari, appassionata studiosa di arte e donna curiosa ed elegante. Il ricordo di Antonio Natali
Il Tirreno · 20 Nov 2011
Volterra. La giovane che restaura Donatello
la Repubblica · 20 Nov 2011
Firenze. Dalla Crusca alla Pergola: "Governo Monti, aiutaci"
Il Tirreno · 20 Nov 2011
Fucecchio. Sos per il complesso della Vergine
Corriere della Sera · 21 Nov 2011
Terrazza sul Duomo, una nube su Firenze