Chi arriverà a Milano per l'Expo vorrà anche salire sulle guglie più alte del Duomo, possibilmente non a piedi. E, dopo tre anni dalla prima stesura, il progetto di un ascensore di cristallo per moltiplicare i viaggi su e giù tra le guglie, torna a riaccendere il dibattito tra favorevoli e contrari. Il traliccio d'acciaio adiacente il lato Nord della cattedrale, contenente due elevatori esterni, richiederebbe almeno sei mesi per la realizzazione. I tempi sono strettissimi, considerando anche che lo studio, commissionato dalla Veneranda Fabbrica del Duomo all'architetto Paolo Caputo, ha ricevuto finora il parere negativo della Soprintendenza per i Beni artistici milanesi, un'opposizione già espressa qualche mese fa, e pronta ad arenare ogni passo successivo. Qualcosa però ha rimesso tutto in discussione: «Sarebbe un'occasione unica per richiamare turisti e delegazioni, e rendere più attrattivo il monumento» ha detto il commissario di Expo, Giuseppe Sala, all'inaugurazione del museo del Duomo: detto fatto, il progetto è riaffiorato immediatamente dai cassetti, rianimato anche dalla volontà espressa dal ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi e dalle azioni diplomatiche del governatore Lombardo Roberto Maroni in missione a Roma ieri per sensibilizzare il Ministro dei Beni culturali Massimo Bray sulla bontà dell'iniziativa. Il pressing si fa duro e il progetto, magari riveduto e riformato, potrebbe tornare fattibile. E per rendere più digeribile il manufatto sgradito alla Soprintendenza, la Veneranda Fabbrica, ente privato proprietario della più famosa chiesa milanese, ha sfornato sponsor per 4 milioni di euro, l'esatto costo dell'opera. «Stiamo realizzando una ristrutturazione complessiva del Duomo - spiega Angelo Caloia, presidente della Veneranda Fabbrica - abbiamo speso 30 dei 50 milioni che sono già stati preventivati. Mancano 20 milioni di euro, e un maggior afflusso di turisti, anche senza aumentare il costo dell'ingresso, consentirebbe introiti sufficienti per trovare i fondi mancanti».E sulle tre terrazze panoramiche raggiunte dall'ascensore, che hanno una capienza di mille persone, «si potrebbe pensare a un punto di ristoro, magari un bar per dare riparo ai visitatori accaldati sotto il sole». Le 150mila persone previste ogni giorno durante Expo sono una risorsa e i 201 gradini da scalare o il vecchio ascensore interno a capienza limitata potrebbero essere un deterrente: questo teme la Veneranda Fabbrica, che dal 2011 sforna ipotesi e rendering, l'ultimo dei quali modificato nel 2012. «Si tratta di una struttura d'acciaio che non si aggancia e non si appoggia all'edificio, se non nella parte alta dove una passerella consente lo sbarco dei visitatori», spiega l'architetto Caputo a difesa dell'agilità e della sicurezza del suo progetto, insistendo sul fatto che «la struttura verrebbe costruita interamente al di fuori dell'area Duomo, per poi essere trasportata e montata solo all'ultimo momento». La Soprintendenza non demorde, a nulla vale la garanzia che quando Expo chiuderà i battenti, anche l'ascensore verrà smontato: la provvisorietà non è una buona giustificazione, il "no" rimane: «È un'opera inopportuna - spiega il soprintendente Alberto Artioli - e non è compatibile con la qualità del monumento». La Veneranda confida che il parere sia rivedibile: «Non generiamo nessuna ulteriore vibrazione - questa la difesa di Caloia - perché ci inseriremmo negli scavi già effettuati dal metro, e anche i Vigili del fuoco hanno approvato il progetto». Non si tratta, per le Belle Arti, di mera fattibilità tecnica, ma di pericolo di svilimento del Duomo: forse l'idea di offrire caffè e Coca Cola sulle terrazze assolate, idea a cui la Veneranda si è detta comunque pronta a rinunciare pur di veder approvato il progetto della torre di cristallo, ha dato il colpo di grazia. Rimane la politica a giocare l'ultima carta della partita.
MILANO Duomo L'ascensore che divide Milano
Il progetto di un ascensore di cristallo per il Duomo di Milano, che permetterebbe ai visitatori di salire sulle guglie più alte della cattedrale, è tornato a essere discusso dopo la visita del governatore Lombardo Roberto Maroni a Roma per sensibilizzare il Ministro dei Beni culturali Massimo Bray sulla bontà dell'iniziativa. La Veneranda Fabbrica del Duomo, ente privato proprietario della chiesa, ha sfornato sponsor per 4 milioni di euro per il progetto, che richiederebbe almeno sei mesi per la realizzazione. Tuttavia, la Soprintendenza per i Beni artistici milanesi ha espresso un parere negativo, considerando l'opera come inopportuna e non compatibile con la qualità del monumento.
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