E' un progetto di Renzi, ma l'assessore alla cultura di Firenze rivela: "problemi burocratici Cultura, si complica la strada della super fondazione che Renzi ha annunciato per il primo gennaio. Difficoltà «di ordine giuridico», rivela l'assessore alla cultura Sergio Givone, pendono sulla nascita dell'unico player per il settore che il sindaco si è messo in testa di creare a partire dal 2014. E se nessuno oggi in Palazzo Vecchio esclude che possa essere fattibile "mettere in rete" gli spazi culturali di proprietà del Comune, molti dubbi si affastellano sull'operazione ben più ardita di sciogliere in un'unica, nuova fondazione i musei comunali (come il Vieusseux e il Marino Marini già raccolti dentro l'associazione "Mu.se.") e le fondazioni esistenti (dal Maggio alla Pergola a Palazzo Strozzi). Per questo, spiega Givone, è da ritenersi al momento più verosimile l'ipotesi di creare una sorta di «cabina di regia», un "gran consiglio" della cultura fiorentina al cui tavolo siedano rappresentanti di ogni fondazione e dei musei, in grado di governare in maniera unitaria la programmazione culturale del Comune e magari di far risparmiare qualche soldo ai singoli enti tramite procedure d'acquisto collettive. Non una nuova fondazione insomma, ma un organismo snello e però autorevole, che Givone preferirebbe guidato dal medesimo sindaco più che da un manager esterno, con l'onore di gestire i circa 22 milioni di euro che il Comune prende ogni anno dalla tassa di soggiorno e con l'onere di farsi carico del "patrimonio" della cultura, strutture come il Forte Belvedere e le biblioteche ma anche il nuovo teatro dell'opera del Maggio alle Cascine. Proprio così: il super teatro delle Cascine, con la torre scenica che dovrebbe essere pronta a maggio, potrebbe non essere conferito alla fondazione del teatro ma rimanere al Comune che lo gestirebbe tramite la cabina di regia. Un modo di salvare la fondazione del Maggio che con una struttura così grande sulle spalle, coi conti già in crisi, avrebbe il colpo di grazia, ritiene Givone. Ma se il Maggio non se lo può permettere, il Comune potrà? Nulla è ancora deciso: «Al momento non sono in grado di dire in cosa consisterà questo soggetto unico della cultura ma sono in grado di dirvi che lo faremo», ammette Givone ieri di fronte al Consiglio comunale, rispondendo a una domanda del consigliere di Sel Tommaso Grassi e della capogruppo Perunaltracittà Ornella De Zordo che accusano la solita «annuncite» di Renzi. Ma è solo a fine anno che il gruppo tecnico incaricato di studiare l'operazione (dentro ci sono dirigenti come Valerio Pelini e Lucia De Siervo e il direttore generale Antonella Manzione) consegnerà al sindaco lo studio di fattibilità in corso. Per ora è stata completata solo la prima fase, quella della ricognizione dell'esistente: quali sono gli enti, quanti dipendenti hanno, quanto spendono, in che rapporti sono col Comune, che tipo di statuti hanno. Poi però andranno fatte le scelte politiche: che funzioni dare all'eventuale nuovo soggetto unico, che veste giuridica, quali finanziamenti. Dalle valutazioni fin qui fatte sarebbe emerso che è impossibile o comunque molto difficile da un punto di vista legale far confluire dentro una nuova fondazione fondazioni già esistenti come il Maggio, la Pergola o Palazzo Strozzi: per subire il "trasporto" nel nuovo contenitore gli enti andrebbero prima liquidati, con tempi lunghissimi e conseguenti, enormi incertezze economiche. A far presente il problema è stata prima di tutto la Pergola. Quanto ai musei comunali come il Vieusseux o lo Stibbert: potrebbero anche entrare tutti insieme dentro un nuovo ente, ma sarebbe impossibile per Palazzo Vecchio mandare all'aria gli accordi economici presi con ciascuno. Non ci sarebbe dunque nessun vantaggio gestionale. Nel caso del museo Marino Marini, stracciando lo statuto attuale, il Comune addirittura perderebbe le opere attualmente detenute, frutto di una donazione. E poi c'è il capitolo dei dipendenti: chi accetterebbe di stracciare i contratti attuali per passare a nuovi inquadramenti lavorativi?
FIRENZE - Rischia di saltare la superfondazione cultura
L'assessore alla cultura di Firenze, Sergio Givone, ha rivelato che il progetto di super fondazione per il settore culturale annunciato dal sindaco di Firenze, Matteo Renzi, è complesso e presenta problemi burocratici. Givone ha spiegato che il progetto prevede la creazione di un organismo unico che gestirà la programmazione culturale del Comune e potrebbe essere guidato dal sindaco. Il progetto prevede anche la creazione di una "cabina di regia" che gestirà i musei comunali e le fondazioni esistenti. Givone ha anche menzionato che il progetto potrebbe non essere fattibile per la creazione di una nuova fondazione che includa tutti i musei comunali e le fondazioni esistenti.
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