Domani l'assemblea dei soci del Casinò esamina il contratto con il francese Pinault Ultime ore per il destino di Palazzo Grassi. Domani, infatti, si riunirà l'assemblea dei soci del Casinò nel corso della quale sarà esaminata la trattativa, ormai in fase molto avanzata, tra la Casa da gioco e l'imprenditore francese Pinault. Nei giorni scorsi i legali delle due parti si sono incontrati per definire il futuro di Palazzo Grassi proprio alla vigilia dell'uscita da Ca' Farsetti di Paolo Costa. L'assemblea di domani coincide con il giorno del voto amministrativo e dunque per il sindaco si tratta di un'operazione da chiudere in tempi strettissimi. Pierre Rosenberg «Spero in un futuro di qualità» Tempi strettissimi, e comunque entro due settimane e rotti, prima dell'entrata in carica ufficiale del nuovo primo cittadino. Una corsa contro il tempo che dovrebbe portare all'ingresso in Palazzo Grassi del magnate del colosso Ppr (Pinault-Printemps-Redoute) proprietario di marchi come Gucci, Yves Saint-Laurent e Fnac, dopo l'improvvisa uscita di scena dell'imprenditore ligure Terruzzi. L'accordo con il francese prevede che sia lo stesso Casinò, con un'anticipazione bancaria, ad acquistare dalla Fiat il palazzo di San Samuele contando sui 30 milioni di euro garantiti da Pinault che, tra le altre cose, ha chiesto in affitto per sessant'anni il vicino teatrino che restaurerà per esporvi una parte della sua collezione e farne uno show room in riva al Canal Grande. Un collezione molto diversa da quella di Terruzzi (che avrebbe portato a Venezia soprattutto dipinti Settecento) formata da opere di Andy Warhol, Rauschenberg, Basquiat. L'ingresso di Pinault nei saloni di Palazzo Grassi è stato l'ultimo atto di una vicenda tumultuosa che per oltre due mesi ha visto l'alternarsi di incertezze, polemiche, accuse e difese sull'acquisto di Palazzo Grassi fortissimamente voluto dal sindaco Costa. Un acquisto molto oneroso che ha spaccato la città sull'opportunità o meno di spendere un'ingente somma di denaro per l'acquisto dell'edificio. «Spero che il futuro di Palazzo Grassi sia della stessa qualità del suo passato spiega Pierre Rosenberg, già direttore del Louvre e che ben conosce i tesori dell'imprenditore francese Con l'arrivo della collezione Pinault potrebbe essere così». Intanto non ha mancato di suscitare scalpore l'uscita di scena improvvisa dei Terruzzi che hanno affidato a una lettera di tre pagine tutto il loro sconcerto per un affare che sembrava concluso e che invece è saltato all'ultimo momento. «E' con grande amarezza che dobbiamo constatare che la firma di un accordo quadro - che noi ritenevamo vincolante dal punto di vista legale, non meno che morale -e la ferma convinzione di assolvere in toto quanto pattuito con il nostro interlocutore - assolutamente convinti di voler contribuire alla ricchezza patrimoniale e artistica della città di Venezia, non sono stati elementi abbastanza forti da consentire il buon esito della trattativa con la Casinò di Venezia spa per l'acquisizione di Palazzo Grassi». I Terruzzi ricordano anche come «la smentita di voci di trattative parallele» sia stata limitata a poche righe, «senza che ci si premurasse di comunicarla personalmente» e ricorda come, dopo essersi lasciati, il 16 marzo «in perfetta armonia», il Casinò «rilevando improvvise divergenze, ha comunicato, il 24 marzo, di ritenersi libera dagli impegni assunti».
Palazzo Grassi, l'ultimo colpo di Costa
Domani l'assemblea dei soci del Casinò esaminerà il contratto con il francese Pinault. La trattativa è avanzata e l'assemblea coincide con il voto amministrativo. Il sindaco si trova in una corsa contro il tempo per chiudere l'affare entro due settimane. L'accordo prevede che il Casinò acquisti Palazzo Grassi con un'anticipazione bancaria e che Pinault affitti il teatrino per sessant'anni. La collezione di Pinault è diversa da quella di Terruzzi, che avrebbe portato dipinti Settecento. L'ingresso di Pinault è l'ultimo atto di una vicenda tumultuosa sull'acquisto di Palazzo Grassi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo