La Biennale di Venezia ha organizzato per domani e sabato il convegno internazionale «Archivi e Mostre» (Teatro Piccolo Arsenale, ingresso libero). «Non c'è più mostra, anche se dedicata all'avanguardia, senza un ricorso agli archivi», dichiara il presidente della Biennale, Paolo Baratta, per spiegare il motivo dell'iniziativa da lui promossa. «È ora che anche l'Italia consideri gli Archivi alla stregua dei più importanti beni culturali». Domani, al convegno, interverranno Angela Vettese (critico d'arte e assessore a Venezia), Massimiliano Gioni, curatore della 55 ma Biennale d'arte, Eleni Michaelidi, della Deste Foundation di Atene e Reem Akl dell'Arab Image Foundation di Beirut con vari esperti italiani. Sabato, Gioni modererà l'incontro dedicato al documento nell'arte contemporanea con interventi di Baratta, Okwui Enwezor, direttore della Haus der Kunst di Monaco, Michelle Elligott, direttrice degli Archivi del MoMA (qui a lato intervistata) e gli italiani Luca Massimo Barbero, Daniela Lancioni e Assunta Porciani. Qual è il ruolo dei documenti d'archivio dell'arte contemporanea ? «Gli ultimi due decenni hanno visto una rapida crescita di interesse per il documento e l'archivio di arte contemporanea. Ci sono artisti che li utilizzano non solo come soggetto delle opere, ma anche sul piano teorico, come sistema di relazioni, contenuti e forma » Come si muove il MoMA per la conservazione dei documenti? «Da 25 anni il MoMA ha un programma di archiviazione e l'archivio è ormai considerato parte della sua missione istituzioni. Manteniamo documenti storici sul Museo e acquisiamo gli archivi di storici dell'arte, artisti, gallerie e riviste. Ad esempio, diversi anni fa abbiamo acquisito la Silverman Fluxus Collection and Archives, una raccolta preminente dedicata alle arti di questo movimento». Come conservare la memoria digitale nel mondo dell'arte? Conservare tutto? «La grande sfida che noi, in qualità di archivisti ci troviamo ad affrontare è come creare repertori permanenti con record elettronici che saranno gli archivi del futuro. La selezione può sempre essere uno strumento utile, allo stesso modo in cui in passato abbiamo selezionato i documenti cartacei che vengono conservati. Ma con le nuove tecnologie, con le potenti funzionalità di ricerca e l'intelligenza artificiale, la raccolta di dati del futuro potrà essere fatta in modi molto diversi da oggi». Qual è il rapporto di un museo di arte e design come il MoMA e la cultura artistica del passato ? «Il MoMA è sempre stato interessato al continuum con l'arte del passato per la sua influenza sulla cultura contemporanea. Nelle sue prime epoche ha cercato di indagare su questo rapporto attraverso mostre come Maestri del Rinascimento italiano e Venti secoli di arte messicana . Per andare avanti dobbiamo prima capire il nostro passato».