- Portus nuove scoperte dalla città di Traiano DA TRAIANO a Belisario, la storia del Palazzo Imperiale di Portus - antico insediamento marittimo perduto, a nord di Ostia - si arricchisce di pagine nuove, grazie alle indagini del 2012-2013. A presentarne i risultati, ieri, alla British School at Rome, Simon Keay dell' Università di Southampton, che ha diretto gli scavi in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni archeologici di Roma. GLI ultimi scavi hanno indagato un' area chiusa, a nord, dalle banchine che Traiano fece costruire sul bacino di Claudio, a est dalla cisterna e dalla corte porticata rettangolare, già emerse nel 2009 nell' ambito del Portus Project, insieme all' anfiteatro che sorgeva all' interno del palazzo. «Gli scavi ci hanno consentito di ricostruire meglio la morfologia di questa sezione dell' edificio e l' evoluzione nei secoli del palazzo, un imponente edificio a tre piani che si estendeva per circa 3 ettari» spiega Keay. Nuove indicazioni sulla morfologia della dimora imperiale sono arrivate, in particolare, da un' apertura della corte porticata: da questa si poteva accedere a un corridoio a volte che correva da nord a sud portando alla scala che consentiva di salire al primo e al secondo piano. Un secondo corridoio, inoltre, si staccava dal primo verso due ambienti coperti da volte, uno dei quali ospitava le latrine. Raffinate pavimentazioni musive sono emerse su parte dei corridoi del piano terra e, in versione policroma, anche al primo piano, all' interno di un peristilio realizzato sopra la cisterna. «Un modello architettonico particolarmente sofisticato - nota Keay - che trova il suo principale confronto nel peristilio delle Grandi Terme di Villa Adriana». In alcuni ambienti della nuova area indagata sorse, poi, fra il III e il IV secolo una vetreria, mentre altre stanze conservarono la funzione originaria. Questa parte del palazzo fu in uso fino alla fine del V secolo, quando fu inglobata nelle fortificazioni costantiniane rintracciate dagli scavi del 2008-2009. «Il palazzo imperiale - conclude Keay - fu demolito dai bizantini dopo la fine delle guerre greco-gotiche verso la metà del VI secolo». La conferenza di ieri è una delle iniziative in memoria di Lidia Paroli, recentemente scomparsa. Archeologa medievista della Soprintendenza, Paroli diede impulso alla collaborazione con le scuole archeologiche straniere nell' area dei porti di Claudio e Traiano. Allo scavo della Basilica Portuense, da lei diretto dal 1991 e il 2007, è invece dedicato il volume, curato da Mauro Maiorano, che verrà presentato domani alle 16 a Palazzo Massimo.