L'ANTENNA RAI DI CALTANISSETTA non verrà abbattuta. La giunta comunale ha approvato la delibera che stanzia 537 mila euro per l'acquisto dell'intera area di proprietà di Rai Way e la prossima settimana in viale Mazzini a Roma dovrebbe avvenire la firma del compromesso fra il sindaco di Caltanissetta, Michele Campisiei rappresentanti dell'azienda. Per i nisseni il lungo traliccio di 286 metri che si staglia su Colle Sant'Anna (660 metri sul livello del mare) è sempre stato semplicemente "l'antenna", diventando pian piano il simbolo della città. MA IN realtà gli impianti Rai di Caltanissetta rappresentano un raro gioiello di tecnologia, un importante tassello nella storia della radio, non solo italiana. L'impianto fu costruito a partire dal 1949 dalla Cifa (Compagnia italiana forme e acciaio) ed inaugurato nel 1951 dal ministro per le telecomunicazioni Giuseppe Spataro e da ben due presidenti della Regione, l'uscente Giuseppe Alessie il neo eletto Franco Restivo. Oltre alle normali trasmissioni in onde medie e onde corte, il centro trasmittente aveva un compito strategico ben preciso: portare il segnale della radio italiana in tutti i Paesi del Mediterraneo e in buona parte dell'Africa. Questo grazie al lungo traliccio destinato all'antenna ad onde lunghe e alla famosa "Caltanissetta 1" in onde medie con potenza di 25 chilowatt che irradiava ogni giorno anche un notiziario in lingua araba. Ma il centro Rai ha più di una particolarità, a partire dal lungo traliccio costruito con tecniche assolutamente avveniristiche per l'epoca e che fino al 1965 detenne il primato di struttura più alta d'Europa. Ancora oggiè la terza del Continente dopo la torre tv di Vinnycja in Ucraina (354 metri) e la Belmont Transmitting Station in Gran Bretagna (352 metri). Una "torre autoportante a traliccio" provvista di tiranti ancorata a quattro piloni e poggiata su due isolatori sferici in porcellana da 16 quintali ciascuno. Ma anche all'interno della palazzina di circa 3 mila metri quadrati di superficie non mancano i tesori. Impianti di trasmissione ancora intatti che rappresentano pezzi unici nella storia della radiodiffusione, come ha sottolineato persino il nipote di Guglielmo Marconi durante una visita nata casualmente un anno fa. L'antenna a onde lunghe fu spenta il 9 agosto del 2004 seguita da tutte le altre a metà dello scorso anno. Così il centro fu abbandonato in attesa della demolizione. Ma a Caltanissetta iniziò a montare un movimento d'opinione sempre più forte guidato da un appassionato radioamatore, Michele Fiorino ma che raccolse in breve tempo seguaci anche fra semplici cittadini. Prima si riesce ad ottenere il vincolo della Soprintendenza sull'intera area che comprende anche 13 mila ettari di terreno, poi iniziano gli incontri fra il Comune e la Rai culminati con la perizia sugli impianti e il prezzo finale fissato in 537 mila euro. «Si tratta di una somma molto ridotta perché ad acquistare era la pubblica amministrazione - spiega il sindaco Campisi - in realtà il valore si aggira sui due milioni di euro, per non parlare di quello storico che non si può neanche valutare». «Abbiamo salvato il simbolo della città - continua il primo cittadino- ma soprattutto abbiamo iniziato un'operazione che potrà avere un grosso valore culturalee anche di crescita economica. Abbiamo a disposizione un sito che racconta sessant'anni di storia della radio e che presenta caratteristiche uniche. Potrebbe attrarre migliaia di appassionati». Si parla, così, di realizzare un "Parco delle telecomunicazioni", un museo della radio, ma anche un vero parco naturale da mettere a disposizione dei cittadini. Aggirato, a quanto sembra, lo scoglio dei grossi costi di manutenzione della struttura, all'inizio quantificati in 150 mila euro l'anno. «Se ne occuperà un gestore telefonico che ha lì i propri impianti - spiega Campisi - e il costo sarà di 10 mila euro l'anno». Caltanissetta salva, così, la sua "Tour Eiffel" ma soprattutto, per una volta, si prende anche una sonora rivincita sui "continentali". Nel giugno di quest'anno a Budrio, in provincia di Bologna, è stata demolita fra mille polemiche la "Palazzina Marconi", il centro trasmittente Eiar voluto dal bolognese Guglielmo Marconi ed a lui intitolato. Al suo posto sta sorgendo un grosso centro commerciale. Scomparsa quella importante testimonianza, l'eredità di Marconi adesso ha un accento spiccatamente siculo e ha come simbolo quel lungo traliccio che, molto prima dei barconi dei mercanti di uomini, faceva parlare l'Italia in arabo.
Caltanissetta non abbatte l'antenna più alta d'Italia
La giunta comunale di Caltanissetta ha approvato la delibera per acquistare l'area di proprietà di Rai Way e ha stanziato 537 mila euro per l'acquisto. Il lungo traliccio di 286 metri, noto come "l'antenna", sarà salvato e trasformato in un parco delle telecomunicazioni e un museo della radio. Il centro trasmittente Rai fu costruito nel 1949 e fu inaugurato nel 1951. Aveva un compito strategico di trasmettere il segnale della radio italiana in tutta la Mediterranea e in buona parte dell'Africa. Il traliccio era il terzo più alto d'Europa fino al 1965. Oggi è stato abbandonato dopo la chiusura delle trasmissioni nel 2004.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo