SE PER l'incarico di direttore generale del Grande progetto Pompei il ministro Massimo Bray pensa a «una figura che conosce bene il valore del patrimonio storico artisticoe che sa coordinare», l'identikit del funzionario che guiderà la nuova soprintendenza di Pompei, Ercolano e Stabiae sembra convergere su Adele Campanelli, da tre anni a Salerno dove si occupa del patrimonio archeologico dell'intera Campania, Napoli esclusa. Il nome della Campanelli è il più accreditato tra quelli che circolano nei corridoi del Collegio romano, ma nulla è deciso. L'archeologa con un master in Economia della cultura alla Bocconi, ha dato prova di saper coniugare divulgazione e scienza nell'allestimento del museo della Civitella a Chieti. È riuscita a riaprire a tre anni dall'esondazione del Sele il museo narrante di Hera Argiva (cerimonia giovedì pomeriggio) e a portare negli scavi di Paestum la Borsa mediterranea del turismo in programma dal 14 al 17 novembre. All'anfiteatro campano di Santa Maria Capua Vetere ha affidato con un'innovativa gara europea i servizi aggiuntivi. Ma la Campanelli non vuole sentire parlare di nomine e nuovo incarico: «Sono al servizio dello Stato e faccio quello che mi viene chiesto». Eppure il suo nome circola. «Certo - confida - per un archeologo guidare Pompei è raggiungere una meta. C'è il desiderio di misurarsi con una sfida difficile, ma c'è anche la consapevolezza che è una cosa complicata. Non so se posso essere la persona giusta, sarebbe un onore per me». E anche un ritorno a casa, perché a cavallo dell'Unità d'Italia, tra 1851 e 1868, l'architetto Raffaele Campanelli seguì in prima persona gli scavi a Pompei e conservò relazioni e disegni in una cassa. «La scoperta di quel baule di famiglia fece nascere in me la vocazione per l'archeologia», confida la soprintendente di Salerno. In arrivo a Pompei anche il direttore generale, lo assicura il ministro Massimo Bray dai microfoni di Radio 24. Questione di giorni, dice: «È il segno di avvio di un grande progetto di lavoro. Pompei è una sfida per l'Italia: trasformare questo posto in un luogo d'eccellenza. Daremo vita a una squadra di lavoro - spiega il ministro- con un gruppo di 20 ricercatori e anche con la nomina del soprintendente», che segnerà la divisione tra Napoli (dove dovrebbe restare Teresa Elena Cinquantaquattro, attuale soprintendente di Napoli-Pompei) e area vesuviana. Il direttore generale dovrà gestire il rilancio di Pompei anche in chiave turistica: «È un segno importante - spiega Bray - per far capire che il ministero è in grado di esprimere un personale capace di difendere il patrimonio». E aggiunge: nessuna polemica con il presidente del Consiglio, Letta. «Abbiamo avuto un confronto, siamo tutti e due consapevoli che non possiamo sbagliare la scelta, per questo stiamo valutando i curricula di possibili candidati. La scelta dovrà cadere su chi meglio di tutti saprà coordinare il progetto Pompei ma, soprattutto, saprà capire e rispettare il grande valore del parco archeologico».