«La famosa "Rotonda"»? Vale 5 milioni di euro. La villa palladiana divenuta simbolo di Vicenza sta per essere venduta. I conti Valmarana, ai quali appartiene il prestigioso immobile patrimonio dell'Unesco, hanno messo in vendita un terzo della proprietà a un prezzo di 1,7 milioni di euro. Lo ha annunciato ieri l'assessore alle risorse economiche Michela Cavalieri a margine della riunione di giunta, la quale ha deciso ufficialmente di rinunciare alla prelazione dell'edificio. La legge prevede infatti che i beni vincolati dalla Soprintendenza, in caso di compravendita, debbano prima essere sottoposti all'eventuale prelazione dell'ente pubblico di riferimento, cioè il Comune. Quest'ultimo ha la possibilità di esercitare tale diritto entro il termine di venti giorni. Ma Palazzo Trissino ha risposto «no». I motivi del rifiuto sono soprattutto economici. «Una legge del 2011 impedisce alle amministrazioni pubbliche di acquistare immobili nel corso del 2013 - ha sintetizzato l'assessore Cavalieri - Inoltre nel bilancio corrente non c'è attualmente la disponibilità di 1,7 milioni di euro, prezzo fissato per l'eventuale acquisizione. Trovandoci a fine anno, sarebbe enormemente complesso effettuare variazioni di bilancio in grado di recuperare una simile somma». Fatti quattro conti, il Comune ha ricordato che non si tratta di acquistare l'intera villa, ma solo un terzo della proprietà. «Questo ci costringerebbe a convivere con chi ha in ogni caso la maggioranza del bene», ha aggiunto Cavalieri. Infine l'assessore ha segnalato un altro aspetto: «La compravendita in atto non genera dispersione del patrimonio, ma al contrario lo riunifica in capo a un unico proprietario, nell'ambito di un passaggio che avviene all'interno della storica famiglia Valmarana». Insomma, importante sì, ma finanziariamente non sostenibile. Il gioiello palladiano noto in tutto il mondo non verrà acquistato dal Comune. «Esercitare il diritto di prelazione - ha concluso l'assessore - appare oggettivamente difficile».