Il museo archeologico dell'Altopiano entra tra i musei di interesse locale regionale. Una nomina che permetterà alla struttura situata a Rotzo di usufruire di un piccolo contributo di 7-8 mila euro l'anno da utilizzare per le spese di gestione. «Ringrazio di questo riconoscimento e aggiungo...finalmente! - commenta il sindaco di Rotzo Lucio Spagnolo - il museo è l'unico che ospita reperti di proprietà dello Stato; ciò significa che se la Soprintendenza decide che quel reparto farà parte di una mostra itinerante per l'Europa lo dobbiamo cedere senza se e senza ma». «Assicurando la continuità dell'attività museale possiamo creare un volano economico e turistico che ruota attorno alla preistoria altopianese - prosegue Spagnolo - Il museo deve essere un punto di partenza proprio nello stilare proposte turistiche legate alle preistoria e che comprendono siti quali il Bostel, il Monte Corgnon, la grotta di Ernesto e rifugio Dalmeri». Anche il consigliere regionale Costantino Toniolo è soddisfatto del traguardo: «un importante passo per la valorizzazione del patrimonio storico-culturale dell'Altopiano». Il museo Archeologico dell'Altopiano nasce dall'idea di riunire in un unico edificio i reperti protostorici e preistorici rinvenuti nelle ricerche e da ritrovamenti casuali. Proprio per la sua gestione, nel 2009 venne creata una fondazione ad hoc a cui viene anche dato l'incarico di promuovere lo sviluppo e la cultura archeologica dell'Altopiano, anche attraverso l'organizzazione di mostre, conferenze e seminari. Una sala del museo è dedicata alla preistoria antica, per giungere a testimonianze risalenti al Paleolitico superiore e al Mesolitico. La preistoria recente è narrata da cospicue testimonianze di villaggi stagionali. Infine, l'età del ferro è ben rappresentata dal villaggio stanziale di Bostel di Rotzo,. Il museo è stato anche inserito nella rete MuseiAltovicentino. Gerardo Rigoni