L'ex presidente della Fondazione Castel Capuano, Floretta Rolleri, lancia l'allarme-fondi: «Dobbiamo adoperarci per scongiurare il rischio che il recupero di un monumento storico così rilevante per Napoli, sia impedito da mere questioni burocratiche». Il provvedotrato alle Opere pubbliche getta acqua sul fuoco: siamo nei tempi. NAPOLI «Castel Capuano non deve morire. Tutti dobbiamo adoperarci per scongiurare il rischio che il recupero di un monumento storico così rilevante per Napoli, sia impedito da mere questioni burocratiche». A lanciare l'appello è Floretta Rolleri, già presidente della Fondazione costituita l'anno scorso proprio allo scopo di provvedere alla conservazione ed alla gestione del cinquecentesco edificio, memoria "di pietra" della giustizia amministrata in città. Tre milioni e mezzo di euro stanziati nell'ambito del Pon Sicurezza andranno persi se entro il 31 dicembre non sarà assegnato l'appalto per gli interventi di ristrutturazione dell'edificio, previsti su un'area di circa 30mila metri quadri. Il progetto di riqualificazione, presentato da Ra Consulting, è stato delineato alla fine del 2012 da un team di oltre trenta docenti del Dipartimento di Storia dell'Architettura e Restauro dell'Università di Napoli Federico II, coordinato da Aldo Aveta. Il piano di lavoro definitivo prevede il risanamento conservativo e l'adeguamento impiantistico di una porzione dell'antico edificio, costituita dagli ambienti monumentali di maggior pregio, tra i quali il Salone dei Busti, il contiguo Saloncino dei Busti e l'Aula della Regina. «Un bel progetto articolato e ambizioso che bisogna solo realizzare - incalza la Rolleri - ma i mesi sono passati ed ora ci troviamo a poche settimane dalla scadenza del finanziamento ancora in attesa della definitiva approvazione da parte del Provveditorato alle Opere Pubbliche di Campania e Molise. E ciò impedisce di lanciare il bando». Getta acqua sul fuoco Michele Cavretti, responsabile unico del procedimento, secondo il quale questi sono i tempi della normale prassi amministrativa. «Il 23 novembre - spiega - si riunirà il comitato tecnico per valutare gli interventi proposti dalla Fondazione. Se il parere è positivo, dopo il necessario assenso da parte del ministero della Giustizia e del Mibac, potrà partire l'iter per la gara d'appalto e l'aggiudicazione dei lavori. Con un po' di buona volontà, non dovrebbero esserci problemi per rimanere nei tempi». Ma se il finanziamento Pon potrà essere "salvato", magari ottenendo una piccola proroga, altri fondi preziosi (si parla di cinque milioni di euro) rischiano di svanire nel nulla. «Dovrebbe metterli a disposizione l'Unesco nell'ambito del Grande Progetto di recupero del centro storico di Napoli», spiega la ex presidente della Fondazione Castel Capuano. «Questi fondi, necessari per il vero e proprio recupero e la valorizzazione dell'edificio, non saranno mai erogati se mancherà un organismo che assicuri la sua costante gestione». Attualmente la Fondazione Castel Capuano non ha un vertice (la dottoressa Rolleri è andata in pensione), anche se il comitato scientifico guidato dal presidente della Corte d'Appello di Napoli, Antonio Buonajuto, ha continuato ad operare. Nell'antico palazzo di origine normanna sono tornati stabilmente gli uffici di rappresentanza della Corte d'Appello e della Procura Generale. È stata istituita la sezione partenopea della scuola di formazione del ministero della Giustizia e sono stati completati gli spazi destinati al Corpo forestale e all'Osservatorio sulla criminalità della Fondazione Mezzogiorno Europa. «Adesso è importante partire con i lavori di restauro del bene culturale e rilanciare il ruolo della Fondazione - conclude la Rolleri -. Una buona occasione sarà l'edizione 2013 del Premio Poerio, che si terrà proprio a Castel Capuano il 14 dicembre».
Castel Capuano, la Fondazione: a rischio i fondi per il recupero
Floretta Rolleri, ex presidente della Fondazione Castel Capuano, lancia un allarme-fondi per scongiurare il rischio che il recupero del monumento storico Castel Capuano a Napoli sia impedito da questioni burocratiche. Il progetto di riqualificazione, presentato da Ra Consulting, prevede il risanamento conservativo e l'adeguamento impiantistico di una porzione dell'edificio. Tuttavia, il finanziamento Pon Sicurezza, di 3,5 milioni di euro, è ancora in attesa della definitiva approvazione dal Provveditorato alle Opere Pubbliche di Campania e Molise. Se non viene assegnato l'appalto entro il 31 dicembre, i fondi rischiano di essere persi.
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