CIRÒ MARINA (KR) - Accadde in un celebre film, quando Totò riuscì a vendere la Fontana di Trevi a un turista italoamericano, ed è accaduto nella realtà: un imprenditore edile con pochi scrupoli ha venduto - si fa per dire - la "Fontana del Principe" (XVII secolo), un bene monumentale di proprietà pubblica, ad un commerciante, ottenendo in cambio 90mila euro, pagati in nero, un immobile e un appezzamento di terreno. Sono entrambi cirotani il venditore senza scrupoli e l'acquirente gabbato, che già si vedeva nei panni del proprietario della settecentesca Fontana, sita nel fondo Alice, mentre incassava dai turisti i soldi per l'accesso guidato nell'area circostante. Che un tempo coincideva con lo sfarzoso Parco del Principe, dove forse passeggiava l'ultima feudataria, Maria Antonia Spinelli, prima dell'eversione della feudalità. L'ingenuo commerciante è caduto nel tranello dell'imprenditore edile, perché nei pressi del sito storico si distendono terreni di proprietà di un privato. Questi, per molti anni, detenne l'area in cui insistono la Fontana del Principe e i resti del Parco nell'interesse dell'effettivo proprietario, che, nel 2007, la cedette al Comune di Cirò Marina al prezzo simbolico di 100 euro. Ecco a cosa porta l'ignoranza degli atti amministrativi: nel caso specifico a pagare un corrispettivo salatissimo per l'acquisto di un bene culturale, che, oltre ad essere di proprietà pubblica, è sottoposto a vincolo monumentale. Lo appose la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Cosenza. Da allora la Fontana del Principe è un monumento nazionale. Scoperta la verità appena si è recato all'Agenzia del Territorio e alla conservatoria dei registri immobiliari a Crotone, il commerciante ha cercato invano di rintracciare l'imprenditore edile. La sua rabbia è incontenibile, perché non può denunciare colui che lo ha nei fatti "truffato". Quei 90mila euro, il prezzo della compravendita "fantasma", glieli ha consegnati in nero per un motivo inconfessabile. Gli rimane una speranza: riuscire a bloccare il trasferimento di proprietà dell'immobile e dell'appezzamento di terreno. Ma non è un'impresa facile. La notizia è nota solo agli amici intimi dell'uomo, che non si capacitano di come sia potuto accadere. Il truffatore avrebbe fatto leva sul fattore economico: a causa della crisi economica, che ha colpito in particolare il settore in cui opera, il commerciante ha pensato di dar fondo ai suoi risparmi per acquistare la Fontana del Principe, valorizzarla e richiamare frotte di turisti. Se fosse stata di proprietà dell'imprenditore edile, che gli aveva garantito di averla rilevata dal vecchio possessore, la Fontana avrebbe rappresentato un ottimo investimento. Si staglia, come detto, nel fondo dell'Alice: è una costruzione a mattoni in stile grottesco, stuccata e abbellita con pietra lavica, conchiglie vere, mosaici e altri elementi decorativi. Nell'antico Parco del Principe c'erano pure archi ornamentali: i frammenti di un archetto, distrutto durante i lavori di spianamento del terreno, li recuperò il maestro d'arte Elio Malena. Il quale paragona il giardino dell'Alice a quello di Boboli, e lo lega a palazzo Nicastri e al castello, denominato "palazzo o villa Alice". Lo studioso ha ricostruito che i feudatari - l'ultima fu donna Maria Antonia Spinelli, poi la propriet passò alla famiglia Sabatini - «disponevano di una gebbia, una vasca di conservazione dell'acqua, utilizzata per l'irrigazione». Sempre a suo parere, le stesse maestranze dell'epoca costruirono il parco dell'Alice, un archetto che si trova nei pressi di palazzo Nicastri, una dimora nobiliare, e l'archetto della villa comunale di Torretta a Crucoli. Insomma il monumento messo fraudolentemente in vendita ha tanta storia da raccontare. L'imprenditore edile come Totò? Due le analogie che tra la trama cinematografica del film "Totòtruffa 62" e la vicenda realmente accaduta: la vendita di una fontana invendibile e un titolo nobiliare. Probabilmente anche il commerciante quel film lo aveva visto un'infinità di volte.
A Cirò Marina una vicenda che ricorda il celebre film "Totòtruffa" Compra una fontana in "nero" ma è un bene culturale
Un imprenditore edile ha venduto la "Fontana del Principe" a un commerciante, pagandogli 90mila euro in nero. La fontana è un bene monumentale di proprietà pubblica, sottoposto a vincolo monumentale, e il commerciante non ha pagato il corrispettivo per l'acquisto. La Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Cosenza ha dichiarato la fontana un monumento nazionale. L'imprenditore edile non è stato trovato e il commerciante cerca di bloccare il trasferimento di proprietà dell'immobile e dell'appezzamento di terreno.
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Bene culturale
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