L'assessore Michela Stancheris ha già predisposto il testo. Premi agli enti che realizzano produzioni LA RIFORMA è già pronta, a giorni sarà presentata agli operatori del settore e poi andrà all'Ars. Quella in arrivo è una mini rivoluzione nel mondo dei teatri lirici, di prosa e delle istituzioni musicali della Sicilia che ricevono finanziamenti dalla Regione. Previsto lo stop ai contributi a pioggia e al mercato dei finanziamenti che puntualmente si apre a Sala d'Ercole quando c'è da votare la Finanziaria. Previsti premi per gli enti che collaborano tra loro e non esternalizzano le produzioni, ma anche per chi investe in nuovi allestimenti. "L'idea è quella di portare nel-l'Isola gli stessi criteri che usa il ministero dei Beni culturali per il Fondo unico dello spettacolo - dice l'assessore Michela Stancheris - in questo modo stabiliamo criteri chiari per tutti. Inoltre creeremo un fondo di garanzia per prestiti a interessi agevolati destinati agli enti che non riescono a chiudere il bilancio. Premiamo il merito, insomma. La riforma è stata già apprezzata dal ministro Massimo Bray". Oggi la Regione versa circa 45 milioni di euro ai teatri e alle realtà musicali siciliani. La riforma istituisce il fondo unico, che si chiamerà Fores (Fondo regionale dello spettacolo) e il Fogest (Fondo di gestione e salvaguardia dei teatri). Il primo sarà dedicato in generale alle attività teatrali e musicali, il secondo agli Enti di cui è socia la Regione: e cioè il Massimo e il Biondo di Palermo, l'Orchestra sinfonica, il teatro di Messina, il Bellini e lo Stabile di Catania, l'Inda di Siracusa, Taormina arte e le Orestiadi di Gibellina. Oggi ognuno di questi enti è finanziato con un proprio capitolo di bilancio, con il risultato che spesso a Sala d'Ercole durante l'approvazione della Finanziaria i deputati etnei spingono per aumentare il fondo al Bellini di Catania e i palermitani all'Orchestra sinfonica. La riforma vuole innanzitutto mettere fine a questo mercato. Quattro i criteri di ripartizione de fondo, messi a punto dallo staff della Stancheris guidato da Andrea Poli: "La performance di gestione, la storicità, la performance artistica e l'attivazione di circuiti culturali nel territorio". Quest'ultimo criterio é la vera novità: saranno premiati gli enti lirici e teatrali che "collaborano con realtà che svolgono attività culturali nell'Isola, integrando le produzioni e le programmazioni". "In sintesi, premiamo i teatri che ad esempio collaborano per la realizzazione delle scenografie o dei costumi con le proprie maestranze e le proprie sartorie, evitando di rivolgersi all'esterno con costi aggiuntivi - dice la Stancheris - non a caso la riforma prevede anche un coordinamento tra i teatri con un comitato. I bilanci saranno messi in rete e trasparenti ". Tra i criteri premianti ci saranno anche quelli del numero di biglietti venduti, degli incassi e della vendita ai teatri italiani delle produzioni fatte. Un altro elemento della riforma è poi il fondo per ripianare i bilanci. "Gli enti potranno accedere a un fondo ad hoc oltre a quello ordinario per ripianare i bilanci con una sorta di prestito a tasso molto agevolato. Ma scatteranno delle penalità per gli amministratori, questo deve essere chiaro. Premieremo poi con fondi aggiuntivi i teatri che invece chiudono l'anno con i conti in regola". "Questa è la riforma che presenteremo ai rappresentanti degli enti e anche ai sindacati dice ancora l'assessore - poi insieme alla presidente della commissione Cultura dell'Ars la illustreremo ai deputati prima che vada in aula". Occorre infatti una legge per unificare i capitoli di bilancio. E, c'è da scommetterci, non sarà facile farla passare indenne dall'aula.
Regione, stop ai contributi a pioggia così saranno distribuiti i soldi ai teatri
L'assessore Michela Stancheris ha presentato una riforma per il settore teatrale e musicale in Sicilia. La riforma prevede la creazione di un fondo unico, chiamato Fores, che finanzierebbe le attività teatrali e musicali. Il fondo sarà gestito dal comitato di coordinamento tra i teatri e le realtà musicali. La riforma prevede anche la creazione di un fondo di garanzia per prestiti a interessi agevolati destinati agli enti che non riescono a chiudere il bilancio. I criteri di ripartizione del fondo saranno la performance di gestione, la storicità, la performance artistica e l'attivazione di circuiti culturali nel territorio.
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