Il nuovo piano paesaggistico regionale potrebbe essere impugnato. Il Ministero per i Beni Culturali valuta l'ipotesi, duro attacco del sottosegretario Borletti: "Aumento gigantesco di costruzioni". Dalla Regione parlano di "slealtà e ingerenza" della politica nazionale. Pittalis(Pdl): "Delirio di onnipotenza" CAGLIARI - I rapporti tra Mibac (Ministero per i Beni Culturali) e Giunta regionale sul nuovo Piano paesaggistico regionale sono sempre più tesi. Dopo la lettera inviata ieri alla Stampa dal sottosegretario Ilaria Borletti, dove affermava che Cappellacci "ha dichiarato guerra alla Soprintendenza e dimenticando le linee del piano di chi lo ha preceduto, Soru, sta rapidamente consegnando l'isola ad una visione che prevede un aumento gigantesco e capillare di costruzioni del quale si vedono già i primi effetti", ora a Roma starebbero pensando a un ricorso alla Corte Costituzionale "basato sul conflitto di competenze tra Stato e Regione con contestuale richiesta di sospensiva della validità del Piano Cappellacci". "Nel malaugurato caso che il Ministero decidesse di impugnare la delibera di adozione del Piano - commenta il portavoce di Cappellacci, Alessandro Serra - non farebbe altro che confermare la slealtà già palesata con l'inerzia della struttura e l'indebita intromissione dell'organo politico in una fase procedurale. È sempre più marcata - conclude - la volontà politica di chi a Roma, sollecitato pubblicamente da una precisa parte politica sarda, vuole prevaricare le legittime scelte del Governo regionale per finalità, quelle si, elettorali". Più duro il commento del capogruppo Pdl in Consiglio regionale, Pietro Pittalis: "Un raro esempio di delirio di onnipotenza. Noi crediamo che la situazione debba essere valutata esattamente in direzione opposta e che si debba accertare se le omissioni del Ministero, che non ha sottoscritto i verbali e che ha messo in pratica una malcelata azione ostruzionista, determinino o meno delle responsabilità in capo a chi le ha compiute e a chi le ha ispirate".