Rettore autorizzato a dismettere tre sedi per trovare fondi. E' subito protesta VENEZIA - Anche Ca' Foscari vende i suoi gioielli. Non è ancora una decisione, ma un mandato che il consiglio di amministrazione ha dato al rettore. Una porta aperta alla vendita, che fa già discutere. Perchè i palazzi oggetto della possibile vendita o permuta sono Cà Cappello, Cà Bembo e Palazzo Cosulich. Studenti, docenti e dipendenti hanno già lanciato una mobilitazione. «Sono tre dei più importanti palazzi storici dell'università - spiega Pedro Daniel de Moura Fonseca del Collettivo per la difesa dei beni artistici di Cà Foscari (C.D.A.) che riunisce docenti, studenti e lavoratori dell'università - Li venderanno per trasferire le sedi in un palazzone moderno». La prima iniziativa è un incontro lunedì alle 17.30 a Cà Cappello. Qui ha sede il dipartimento di studi linguistici e culturali comparati che si trova a San Polo. Cà Bembo invece, in fondamenta Tofetti a Dorsoduro, ospita il centro di didattica delle lingue e il laboratorio Itals. Palazzo Cosulich, alle Zattere è sede della biblioteca di lingue e del dipartimento di studi linguistici e culturali comparati. Tutti i tre gli immobili sono considerati piccoli e scomodi per la didattica, in più l'eccessiva frammentazione di sedi costringe gli studenti per seguire le lezioni a correre da una parte all'altra della città. Per questo l'ateneo, ancora due anni fa, ha ipotizzato di riunire la facoltà di lingue in un'unica sede, possibilmente in campo Santa Margherita. Il rettore Carlo Carraro non ha mai nascosto questo suo progetto ma, finora, restava aperta la questione economica. «Il consiglio di amministrazione di Cà Foscari ha deciso di vendere questi tre palazzi e di chiuderne altri due per trasferire tutta l'area di lingue», si legge nel comunicato stampa di C.D.A. L'università non smentisce i timori del collettivo ma nemmeno conferma che Cà Cappello, Cà Bembo e Palazzo Cosulich finiranno all'asta o saranno dati in cambio di un altro immobile. «Due anni e mezzo fa è stata ipotizzata la riunificazione in un'unica sede della facoltà di lingue - spiega l'ateneo - come avverrà è ancora allo studio, ci sono più ipotesi al vaglio tra cui quella che riguarda i tre palazzi in questione, si tratta però di ipotesi e non è detto che prenderà corpo». Potrebbe anche succedere che alla fine Cà Foscari scelga un'altra soluzione, come l'accensione di un mutuo per realizzare una nuova sede, un project financing o altro ancora. I ragazzi del collettivo C.D.A. tuttavia non si fidano. E mettono sotto accusa una prospettiva che toglierebbe spazi storici a un'attività come l'università con il rischio che vengano usati per scopi turistici. «Cà Foscari si presenta come un ateneo di avanguardia, di eccellenza - dicono - ma i piccoli e grandi interventi che ne determinano concretamente l'indirizzo vengono fatti in modo poco evidente, senza il coinvolgimento di cittadinanza e comunità universitaria». Per questo, lunedì pomeriggio nel cortile interno di Cà Cappello C.D.A ha indetto un'assemblea, l'obiettivo è «riportare a una dimensione collettiva la discussione sul destino di beni che appartengono a tutta la collettività, Cà Foscari non è una pompa di benzina». Nei giorni scorso, l'ateneo ha pubblicato un bando per l'alienazione di un edificio con 18 alloggi, non distante da calle Guardiani e da Sant'Angelo Raffaele. Base d'asta 2.860.000 euro.
Venezia. Palazzi in vendita, tocca a Ca' Foscari
Il rettore di Ca' Foscari, Carlo Carraro, ha ricevuto un mandato dal consiglio di amministrazione per vendere tre sedi storiche dell'università, Cà Cappello, Cà Bembo e Palazzo Cosulich, per trovare fondi per la riunificazione della facoltà di lingue in un'unica sede. I tre palazzi sono considerati piccoli e scomodi per la didattica e l'eccessiva frammentazione di sedi costringe gli studenti a correre da una parte all'altra della città. Il collettivo C.D.A. ha lanciato una mobilitazione contro la decisione, affermando che la vendita dei palazzi toglierebbe spazi storici a un'attività come l'università e potrebbero essere usati per scopi turistici.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo