Il Tar di Lecce ha bocciato il parere negativo espresso da Regione e Soprintendenza e ha invece accolto il ricorso presentato dalla società Oasi Sarparea, riconducibile ad un'imprenditrice londinese, responsabile del progetto che prevede la costruzione di villette, piscine, ristoranti, centro benessere e congressi, campi da tennis, oltre che 624 posti barca sul tratto di costa compreso fra Sant'Isidoro e Torre Lapillo. Secondo l'amministrazione regionale e la Soprintendenza il villaggio turistico è incompatibile con l'assetto idrogeologico dell'area. LECCE Via libera ad un mega villaggio turistico tra ulivi e muretti a secco nelle campagne di Nardò. Il tentativo di Regione e Soprintendenza di bloccare il resort, ritenuto incompatibile con le caratteristiche del paesaggio, è fallito. Il Tar di Lecce con una sentenza ha infatti bocciato il parere negativo espresso dai due enti e ha invece accolto il ricorso presentato dalla società Oasi Sarparea riconducibile ad un'imprenditrice londinese, responsabile del progetto che prevede la costruzione di villette, piscine, ristoranti, centro benessere e congressi, campi da tennis, oltre che 624 posti barca sul tratto di costa compreso fra Sant'Isidoro e Torre Lapillo. La società Oasi Sarparea ha fatto appello ai giudici amministrativi per annullare il parere negativo espresso sia da Regione che Soprintendenza, a causa del forte impatto ambientale causato dal resort. Dopo mesi di battaglia a colpi di carte bollate, il tribunale ha dato il via libera al piano. Lo stop da parte dell'amministrazione regionale e della Soprintendenza si basa fondamentalmente sull'incompatiblità del villaggio turistico con l'assetto idrogeologico dell'area. Il parere è stato però giudicato dal Tar inadeguato e non abbastanza esaustivo: mancano infatti nella documentazione le posizioni dell'Autorità di bacino e del Servizio foreste. Ragione per cui i giudici scrivono nel provvedimento che «l'amministrazione ha affermato il presunto contrasto con l'assetto idrogeologico dell'area» ma senza certificarlo. Secondo i giudici, si tratta dunque di ipotesi avanzate dalla Regione, ma non suffragate da valide motivazioni. La preoccupazione delle istituzioni e di conseguenza degli ambientalisti fanno leva sul possibile stravolgimento del territorio. Costruire ville e altre strutture nell'area potrebbe mettere a rischio la sopravvivenza degli ulivi. Nel progetto però dell'immobiliarista londinese viene precisato che gli alberi non saranno toccati, non ci sarà alcun espianto perché le costruzioni sorgeranno negli spazi liberi, tra un ulivo e l'altro. Anche i giudici amministrativi hanno condiviso questa parte del progetto spiegando che le unità abitative sono state progettate «per scomparire» tra gli ulivi, per cui il progetto «non incide in maniera significativa sull'esistente» né «comporta stravolgimento delle visuali panoramiche». La conclusione è che il parere negativo della Regione è illegittimo e non supportato da argomentazioni sufficienti. Il progetto, da 60 milioni, è in attesa di essere realizzato da circa tre anni. Tutto è cominciato dal Pug di Nardò (piano urbanistico generale) approvato dalla Regione nel 2002, il quale prevedeva la completa lottizzazione del comparto 65, ovvero quasi tutta l'area a nord della frazione di Sant'Isidoro, area attualmente con due proprietari, i «F.lli Zuccaro» e la «Oasi Sarparea srl». Il progetto, diventato oggetto di polemiche, è stato presentato tre anni fa dalla seconda società, rappresentata da Alison Deighton, immobiliarista londinese di origini statunitensi. Nell'area di intervento sono previsti 130mila metri cubi di costruzioni e 41mila metri quadrati di superficie coperta, in un terreno di poco più di 16 ettari. Nel 2009 l'amministrazione comunale di Nardò ha adottato il piano di lottizzazione, trasformando l'area della Sarparea in una zona edificabile e destinata a strutture turistico ricettive. L'uliveto Sarparea è l'unico angolo rimasto incontaminato sulla costa ionico salentina affollata da strutture alberghiere e altre costruzioni. E' l'ultima oasi naturale che presto dovrà lasciare spazio al cemento. Nonostante la decisione del Tar, restano forti dubbi da parte delle associazioni ambientaliste sull'impatto che strade, parcheggi e impianti avranno sull'uliveto. Il volto dell'area subirà inevitabilmente una trasformazione. Il rapporto ambientale elaborato dagli imprenditori infatti non spiega in quale modo e con quali metodi intende proteggere gli ulivi monumentali durante le fasi di cantierizzazione. Il passaggio di macchinari ingombranti, quali gru, camion, caterpillar e betoniere per la realizzazione di strade e costruzioni, potrebbe infatti danneggiare in maniera irreversibile l'uliveto. Questo rischio potrebbe essere maggiore laddove la vegetazione si presenta più fitta e ramificata.
Puglia. Il resort inglese si può fare
Riassunto in 200 parole:
Il Tar di Lecce ha accolto il ricorso della società Oasi Sarparea, che aveva presentato un progetto per la costruzione di un villaggio turistico sulle coste di Nardò, in Puglia. Il progetto prevedeva la costruzione di villette, piscine, ristoranti, centro benessere e congressi, campi da tennis e 624 posti barca. La Regione e la Soprintendenza avevano espresso un parere negativo, affermando che il progetto era incompatibile con l'assetto idrogeologico dell'area. Tuttavia, il Tar di Lecce ha bocciato il parere negativo e ha accolto il ricorso, affermando che le motivazioni del parere erano insufficienti.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo