L'Osservatorio: in atto una lotta di potere NAPOLI - Italia Nostra, la più grande associazione di tutela dei monumenti del Belpaese «registra con profonda preoccupazione l'evolversi della situazione del sito di Pompei». e chiede al governo di fare presto e con persone altamente qualificate per le esigenze del sito archeologico più famoso del mondo. «A fronte di nuovi crolli - si spiega - e di una situazione di ritardo complessiva del così detto Grande Progetto Pompei lanciato dal governo, occorre che i provvedimenti tempestivamente previsti fin dallo scorso agosto nel Decreto Valore Cultura, siano attuati al più presto». In quell'occasione Italia Nostra chiese per la direzione della struttura, il supermanager, «una personalità di comprovata competenza scientifica e amministrativa da identificare all'interno del Ministero dei beni e delle attività culturali e turismo». Sulla stessa lunghezza d'onda del ministro Massimo Bray. Inoltre si ricorda la pessima esperienza passata dei tecnici: «Ancora aperte, anche sotto il profilo giudiziario, sono le ferite derivate al sito dallo sventurato commissariamento di Protezione Civile con il quale si è preteso di aggirare (2008-2010), con soluzioni-scorciatoia, una corretta gestione del sito fondata innanzi tutto su un'estensiva e continuativa attività di manutenzione e restauro. I ritardi e le difficoltà di quest'ultima stagione sono figli di quella gestione che, in cambio di poche effimere iniziative mediaticamente spendibili, ha praticamente azzerato le attività di tutela, come abbiamo ripetutamente denunciato». Italia Nostra chiede al premier Enrico Letta e al ministro Massimo Bray «una scelta ispirata esclusivamente da criteri di comprovata professionalità nel settore specifico dei beni culturali, uno dei criteri cui il Governo attuale ha dichiarato più volte di ispirarsi, il merito e la competenza». Stessa posizione da parte dell'Osservatorio Patrimonio Culturale. «Pompei - spiega il responsabile Antonio Irlando - non può aspettare neanche più un giorno che si compia la lotta ideologica e di potere apertasi in questi giorni tra fazioni politiche, gruppi di potere e finanche tra organi di stampa. Subito il supermanager e che sia altamente qualificato». Al momento l'uomo suggerito da Letta piace ai tecnici ma non agli ambienti culturali e scientifici. Giuseppe Scognamiglio, ex consigliere diplomatico del premier, attuale vicepresidente di Unicredit, sarebbe per il governo l'uomo giusto per compiere il Grande Progetto Pompei e garantire la partecipazione di imprenditori privati. Che arriverebbero da tutto il mondo. In ptrima linea americani e francesi. Ma anche l'emiro del Qatar si è detto disponibile. Perchè ciò che attrae è anche quello che verrà realizzato fuori dalle mura antiche.