La sparizione del tesoro di Astino approda dai carabinieri di Monza. Questa mattina Friedel Elzi, presidente della società Val d'Astino e vicepresidente della Misericordia Maggiore, sarà ascoltato dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale sui 52 pezzi d'arte spariti negli ultimi 40 anni dal complesso monastico. «La vicenda è, come dire, singolare, tanto per usare un eufemismo commenta uno degli inquirenti . Non siamo in presenza di un furto chiaro e lineare. La storia ha troppi lati oscuri da chiarire». Elzi presenterà ai carabinieri il lungo elenco di quadri, pale d'altare e arredi che una volta erano nella chiesa o nel monastero, e che ora probabilmente fanno bella mostra di sé in qualche villa. «Consegnerò i tre censimenti effettuati negli anni in modo da individuare le opere mancanti, così sapranno con precisione cosa cercare spiega Elzi . Io un'idea me la sono fatta, e cioè che tra spostamenti, lavori e cambi di proprietà qualcuno si sia trovato tra le mani questi oggetti e abbia deciso di trattenerli». «Trattenerli» è un altro eufemismo? «Diciamo così, per ora. Quindi in tante case ci sono beni che appartengono ad Astino e andrebbero restituiti. Per questo lancio un appello. Sono oggetti che, è vero, sono di proprietà della Mia, ma fanno parte a pieno titolo del patrimonio culturale di tutti i bergamaschi. E quindi siano restituiti». Magari lasciandoli in una strada buia, com'è successo con le tele fatte ritrovare dal parroco di Longuelo? «Quella potrebbe essere una modalità accettabile». Non proprio, a sentire il parroco, don Massimo Maffioletti, che è stato ascoltato dai carabinieri di Monza il 30 ottobre proprio per raccontare del ritrovamento. «Mi hanno sgridato perché sono stato imprudente, ed effettivamente anche io mi sono reso conto dopo che non avrei dovuto andare da solo racconta . Chi aveva quei quadri ha voluto liberarsene in fretta e furia, tanto da tagliare le tele malamente lungo la cornice. Forse avevano capito che con l'apertura dell'indagine si sarebbe potuti arrivare a individuare chi è in possesso degli oggetti spariti. Speriamo che anche altri decidano di restituirli».