Il Comune chiede il vincolo. Celentano: ormai è tardi Quattro zone di Milano da proteggere. Il Comune ha chiesto il vincolo paesaggistico per via Gluck, il QT8, il Villaggio dei Fiori, l'area Paolo Pini. «Un intervento necessario dice il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris per tutelare l'identità cittadina e il suo patrimonio architettonico, culturale, sociale». Peccato che il Molleggiato non abbia gradito: «Pur comprendendo la motivazione affettiva nei miei confronti, non sono affatto d'accordo che via Gluck sia un bene da tutelare come area di notevole interesse pubblico. Questo lo si poteva dire una volta. Ma oggi no. Oggi la via Gluck è una delle vie più brutte d'Italia», ha replicato ieri. Risposta garbata del vicesindaco: «Non me la sento di condividere il giudizio di Celentano sulla via Gluck. Anche per la forte partecipazione affettiva della gente che quel luogo lo vive e che con l'amministrazione ha condiviso questo percorso». La via Gluck, legata indissolubilmente alla biografia di Celentano, alla storia della canzone italiana, all'identità di una Milano in via di trasformazione. Il QT8, quartiere pioniere, con il suo verde privato e pubblico. Il Villaggio dei Fiori nato per ospitare gli sfollati del Dopoguerra, esperienza di città giardino. L'area dell'ex ospedale psichiatrico Paolo Pini con i suoi interventi stratificati «ma ancora armonici». Per queste quattro aree la giunta Pisapia ha chiesto il vincolo paesaggistico alla Direzione regionale per i Beni culturali. «Un intervento necessario dice il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris per tutelare il patrimonio della città». Anche se per Adriano Celentano, ormai, è troppo tardi. Luoghi che raccontano progetti, visioni, trasformazioni sociali. Come il tratto di via Gluck tra viale Lunigiana e via Bruschetti, case di ringhiera dall'«alta testimonianza simbolica che va salvaguardata da interventi che ne possano alterare i caratteri edilizi». Ma, come spiega De Cesaris (fan di Celentano con tanto di canzoni nel telefonino), è anche un «omaggio all'uomo che ha legato a quel luogo la sua nascita e la sua crescita». No, il vicesindaco non ha interpellato il «Molleggiato» per parlargli di questa iniziativa, nata da un'idea degli «Amici della Martesana» e sostenuta (almeno in una prima fase) dallo stesso Celentano. «Meglio coinvolgerlo sorride alla fine di questo percorso». Magari quando in via Gluck sarà sistemata, al civico 14, la targa voluta dal Consiglio di Zona 2 (si pensa alla settimana di Sanremo). In realtà, a stretto giro, l'intervento di Celentano arriva. E, come sempre, spiazza tutti: «Ringrazio gli amici della Martesana e chi si è adoperato per dare lustro a via Gluck, anche se, pur comprendendo la motivazione affettiva nei miei confronti, non sono affatto d'accordo che sia un bene da tutelare come area di notevole interesse pubblico. Questo lo si poteva dire una volta, per la via Gluck, per quasi tutta Milano, per non dire l'Italia intera. Ma oggi no. Oggi la via Gluck è una delle vie più brutte d'Italia». Replica con garbo Ada De Cesaris: «Non si tratta di una dichiarazione di vincolo per un luogo di interesse pubblico generale, ma della richiesta di preservare alcuni elementi storico-culturali che sono ancora presenti, ciò anche al fine di riqualificare la zona nel rispetto di questa memoria». Scontro di visioni: «Non me la sento di condividere il giudizio di Celentano sulla via Gluck, non solo per quanto già detto, ma anche per la forte partecipazione della gente che con l'amministrazione ha condiviso questo percorso», chiude il vicesindaco. Il progetto, però, va avanti («Senza percorsi talebani, ma a tutela della milanesità»). Per via Gluck e per altre zone. Come il QT8, con gli edifici progettati da Piero Bottoni, Ezio Cerutti, Vittorio Gandolfi. Un gioiello per il quale Enrico Fedrighini e il Consiglio di Zona 8 si sono battuti per anni. Ancora: il Villaggio dei Fiori con la sua «trama insediativa minuta e a bassa densità». Infine, l'area Paolo Pini, su cui la Provincia ha da tempo presentato un progetto di housing sociale. «Quel piano era solo sulla carta e non aveva alcuna sostenibilità», taglia corto il vicesindaco. Attacca l'assessore provinciale Franco De Angelis: «Sulle aree di proprietà della Provincia lo stesso Pgt milanese conferma la possibilità di effettuare interventi edilizi. In tal senso, ribadisco la volontà di Palazzo Isimbardi di procedere con il progetto nella logica concordata con il Comune. Mi riservo, tuttavia, di predisporre ulteriori verifiche di carattere giuridico in merito alla decisione di Palazzo Marino». Battaglia aperta. Anche se la richiesta di vincolo procede veloce (servirà circa una anno) e raccoglie il benestare della direzione regionale per i Beni culturali. «Lavoro eccellente analizza la responsabile, Caterina Bon Valsassina per una operazione culturale particolarmente utile e condivisa».