L'APPELLO fu firmato, oltre che da me, da Carlo Petrini, Salvatore Settis, Luca Mercalli, Stefano Rodotà, don Luigi Ciotti e Padre Alex Zanotelli. Il progetto di coprire decine e decine di ettari di terreni liberi con una distesa di pannelli fotovoltaici non ci ha trovati d'accordo allora e non ci trova d'accordo, a maggior ragione, oggi. Siamo e resteremo contrari a questa iniziativa distruttiva non solo perché crediamo che fermare il consumo di suolo agricolo fertile e il degrado paesaggistico sia necessario e urgente in questo Paese, ma anche perché la Riserva Naturale La Vauda è inserita nel progetto europeo Natura 2000 (il principale strumento della politica ambientale dell'Unione Europea per la conservazione delle biodiversità) e proteggere questo territorio significa tutelare la biodiversità. In questi giorni ci è giunta notizia del ricorso che la Ciriè Centrale PV Sas (per conto della Belectric Italia Srl) avrebbe rivolto contro la Provincia di Torino che il 30 luglio scorso con una delibera di giunta aveva espresso parere negativo al progetto. C'è da dire che non solo la Provincia di Torino si è espressa in maniera contraria a questa irragionevole iniziativa, ma si sono opposti anche altri Comuni interessati (per esempio San Francesco al Campo e San Carlo Canavese) e numerosi comitati di cittadini e associazioni. Per tutti questi motivi, chiediamo con forza proprio a voi ministri competenti di fermare definitivamente questa follia che provocherebbe la distruzione di un immenso habitat naturale proprio alle porte di Torino (se davvero si vogliono recuperare alcuni siti militari, del resto, si possono utilizzare per i pannelli fotovoltaici i tetti e il cementificato già esistente). Forse è arrivato il momento di mettere da parte tutti quei progetti, come quello che riguarda la Riserva Naturale de La Vauda, in cui gli interessi privati prevalgono in modo così netto sull'interesse della collettività, dell'ambiente e del futuro di tutti noi. Presidente di Slow Food Italia