È ancora braccio di ferro sul direttore generale del Grande Progetto Pompei previsto dal decreto Valore e Cultura. Almeno a giudicare dall'intensificarsi degli incontri politici per trovare l'accordo sul nome del manager che dovrà garantire la realizzazione, entro dicembre 2015, dei lavori per la rinascita del sito archeologico finanziati dall'Ue. Incontri molto tesi, si racconta, dopo la guerra che si è scatenata sull'uomo «suggerito» da Enrico Letta. A Pompei il premier vorrebbe l'ambasciatore Giuseppe Scognamiglio, che è stato suo consigliere diplomatico quando era ministro e prima ancora di Piero Fassino quando era al Commercio estero, attualmente vicepresidente di Unicredit, dove è stato distaccato dalla Farnesina. Un uomo dello Stato capace però di interagire con il privato, e che secondo Palazzo Chigi, oltre che il compimento del Grande Progetto Pompei, potrebbe garantire quella partecipazione di imprenditori privati, italiani e stranieri, auspicata dallo stesso commissario europeo Johannes Hahn per assicurare al sito archeologico più grande del mondo, una volta uscito dall'emergenza, il futuro della storia. Perfino Confindustria e l'emiro del Qatar avrebbero manifestato più di un interesse a investire sotto il Vesuvio. E sotto il vulcano, ad Ercolano, Scognamiglio è nato nel 1963.
NAPOLI-Pompei, grandi investitori in pressing per il manager
È ancora braccio di ferro sul direttore generale del Grande Progetto Pompei previsto dal decreto Valore e Cultura. Almeno a giudicare dall'intensificarsi degli incontri politici per trovare l'accordo sul nome del manager che dovrà garantire la realizzazione, entro dicembre 2015, dei lavori per la rinascita del sito archeologico finanziati dall'Ue. Incontri molto tesi, si racconta, dopo la guerra che si è scatenata sull'uomo suggerito da Enrico Letta. A Pompei il premier vorrebbe l'ambasciatore Giuseppe Scognamiglio, che è stato suo consigliere diplomatico quando era ministro e prima ancora di Piero Fassino quando era al Commercio estero, attualmente vicepresidente di Unicredit, dove è stato distaccato dalla Farnesina. Un uomo dello Stato capace però di interagire con il privato, e che secondo Palazzo Chigi, oltre che il compimento del Grande Progetto Pompei, potrebbe garantire quella partecipazione di imprenditori privati, italiani e stranieri, auspicata dallo stesso commissario europeo Johannes Hahn per assicurare al sito archeologico più grande del mondo, una volta uscito dall'emergenza, il futuro della storia. Perfino Confindustria e l'emiro del Qatar avrebbero manifestato più di un interesse a investire sotto il Vesuvio. E sotto il vulcano, ad Ercolano, Scognamiglio è nato nel 1963.
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