Disposto risarcimento che potrebbe superare i 10 milioni per i mancati costruttori . Pagheranno Comune e Provincia di Grosseto CAPALBIO (Grosseto) L'hanno ribattezza la guerra dei vip di Capalbio. Combattuta a colpi di esposti e contro esposti, querele e controquerele, manifestazioni pubbliche e interventi politici e persino tensioni all'interno del Pd. Tutto a causa di un progetto per un impianto a biogas, non inquinante almeno sulle carta, ma forse un po' puzzolente per i blasonati vacanzieri dei casali maremmani che, inferociti, erano riusciti a bloccare il piano. Adesso però il Tar ha dato ragione alla Sacra, la società che vuole costruire l'impianto. E in più ha disposto un risarcimento per i costruttori mancati, che dovranno sborsare Comune e Provincia di Grosseto, le amministrazione che non hanno dato l'autorizzazione. IL BIOGAS - Non spiccioli ma una cifra choc per le casse pubbliche, che potrebbe superare i 10 milioni di euro. Sacra gestisce una super tenuta a due passi dal lago di Burano (sede di un'oasi del Wwf) ed è controllata dalle famiglie dei marchesi Resta Pallavicino e da Carlo Puri Negri (già amministratore delegato di Pirelli) e l'impianto a biogas era un progetto che coltiva da anni. Il biogas invece aveva fatto inorridire e imbestialire altri personaggi importanti dell'ecosistema capalbiese: da Furio Colombo a Nicola Caracciolo, da Alice Oxmann a Ferdinando Imposimato. LE SENTENZE - Le due sentenze del Tar, che hanno accolto le eccezioni presentate da Sacra (patrocinata dall'avvocato Luisa Gracili di Firenze), hanno individuato responsabilità «nell'illegittimo diniego» di costruzione dell'impianto. «Prima fra tutte quella del comune di Capalbio, ritenuto dal Tar il soggetto che ha, nella sostanza, prima rallentato pretestuosamente il procedimento spiega in un comunicato la società - e poi erroneamente indotto la Provincia a sancire il diniego alla autorizzazione». Il Tar ha evidenziato come «il mutamento di parere da parte del Comune di Capalbio non appare sorretto da adeguata motivazione ... [ma]... piuttosto frutto di un mutamento di opinione circa l'opportunità del nuovo impianto derivante dalla pressione che alcuni proprietari di abitazioni nei pressi dell'impianto hanno senz'altro esercitato». Dunque, secondo il Tar, «l'ingiustificato atteggiamento ostativo del Comune» avrebbe danneggiato gravemente la Sacra che deve essere risarcita. IL RISARCIMENTO - I giudici del Tribunale amministrativo hanno dunque invitato comune di Capalbio e provincia di Grosseto a trovare e un accordo con Sacra per risarcirla dei danni subiti, «sia in termini di costi sia di mancato guadagno, ponendo come base di riferimento la perizia prodotta in giudizio e che individuava costi per oltre 700.000 euro e un mancato utile lordo, nei 15 anni, compreso tra i 9 e i 13 milioni di euro». Il Tar ha anche respinto i ricorsi di Furio Colombo e di Italia Nostra, escludendo l'esistenza di tutti i pericoli primo tra tutti quello di un rischio di botulino, all'emissione di fumi e rumori. La sentenza del Tar ha scosso ancora una volta la già inquieta situazione politica di Capalbio dove il sindaco, il renziano Luigi Bellumori, se la deve vedere anche con una mozione di sfiducia presentata pochi giorni fa.