Orsoni: abbiamo lavorato assieme senza divisioni VENEZIA Il presidente dell'Autorità portuale Paolo Costa non aveva in mano un foglio scritto, ma l'impegno era preciso: un taglio del 10 per cento delle navi da crociera nel 2014, già concordato con le compagnie. Il presidente del Consiglio Enrico Letta, però, guardando negli occhi i partecipanti all'incontro di martedì a Palazzo Chigi, non si è accontentato. «Voglio un po' di più, almeno il 20 per cento», ha detto. E poi ancora: «Noi ci dobbiamo prendere la responsabilità di dare uno stop al gigantismo delle navi a Venezia, ma senza uccidere il porto». E così sono nate le due soluzioni: il taglio del 20 per cento (anche se il testo dice «fino al 20 per cento») nel 2014 e il limite di 96 mila tonnellate, che ha «salvato» le navi cosiddette «Panamax», cioè quelle che per standard sono appena al di sotto di quel limite, «espellendo» i colossi sopra i 300 metri di lunghezza.. Insomma, a dispetto dei gravi problemi che l'Italia sta attraversando in questo momento, soprattutto sul fronte dell'economia, è significativo che per più di un paio d'ore l'incontro sulle grandi navi a Venezia abbia tenuto attorno a un tavolo il premier e tre ministri: Andrea Orlando (Ambiente), Maurizio Lupi (Trasporti) e Massimo Bray (Beni culturali). «La mediazione è stata raggiunta soprattutto grazie all'intervento forte del premier, che si è dimostrato molto attivo, interessato e documentato», dice il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni. Orsoni rifiuta invece il gioco di chi ha voluto vedere uno di fronte all'altro due fronti: da un lato Orsoni-Orlando contro le navi, dall'altro Costa-Lupi a favore. «Tutti abbiamo lavorato assieme per un obiettivo comune, senza divisioni - dice il sindaco - le reazioni variegate sono la dimostrazione che si è trovata una mediazione». «E' la regola aurea - scherza Costa - una buona mediazione lascia tutti un po' scontenti». D'altra parte era chiaro a tutti quali fossero i termini della questione: da un lato bloccare i giganti, dall'altro salvaguardare l'equilibrio del Porto. La trattativa è stata su numeri e percentuali. «Ieri il governo si è assunto un impegno importante», dice Costa. «L'esecutivo ha dato grande importanza a una soluzione seria», aggiunge Orsoni. Oltre a Letta, un ruolo importante l'ha avuto sicuramente Lupi, il quale ha tenuto i contatti direttamente con la Clia, l'associazione delle compagnie. Per questo ora il presidente Costa, alla domanda su chi dovrà ricontattare le compagnie per il taglio al 20 per cento non ha dubbi: «Toccherà al ministro competente - dice - a meno che qualcuno non lo dica a me».
Grandi navi. Crociere, il diktat di Letta: Taglio del 20 per cento
Il presidente dell'Autorità portuale Paolo Costa e il premier Enrico Letta hanno concordato un taglio del 20 per cento delle navi da crociera nel 2014, a causa dei problemi di sicurezza e di sovraccarico per il porto di Venezia. Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni ha lavorato con i tre ministri (Ambiente, Trasporti e Beni culturali) per raggiungere un accordo. La trattativa è stata su numeri e percentuali, con il governo che ha dato grande importanza a una soluzione seria. Il ministro del Trasporti Maurizio Lupi ha tenuto i contatti diretti con la Clia, l'associazione delle compagnie.
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