Gli operai hanno completato l'abbattimento degli alberi, poi si procederà ai carotaggi e infine comincerà lo scavo per accogliere i due piani. Sondaggi anche nel piazzale Dopo una stasi durata qualche mese, il cantiere per la costruzione del parcheggio interrato all'ex Arsenale è finalmente partito. I primi operai hanno iniziato a lavorare nell'area dell'autorimessa. Ma le operazioni non procedono a spron battuto: in questi giorni, armati di motosega, ci sta limitando ad abbattere la quindicina di grandi alberi che delimitano lo spazio oggetto dell'intervento. A terra, restano i ceppi degli ippocastani e dei pini appena tagliati. Il loro diametro, che è quasi di un metro, ne rivela la vetusta età. IL PROGETTO. Ma pare che non vi sia alternativa. Dove ora sorge la vecchia rimessa, che verrà demolita, dovrà essere effettuato uno scavo molto ampio e profondo per accogliere i due piani interrati del futuro parcheggio, per un totale di circa 350 posti auto. Il garage, con un prato in superficie, sarà in parte pubblico e in parte pertinenziale, cioè riservato ai residenti del circondario. Quindi, fino alla fine dell'anno, gli operai saranno impegnati a fare tabula rasa di tutto ciò che si trova nell'area, eccetto i manufatti austriaci ovviamente. Poi, su quella spianata, saranno eseguiti i carotaggi nel terreno, per verificare se nel sottosuolo vi siano bombe inesplose e residuati bellici, oppure reperti. Solo dopo questa fase, si potrà dare il via libera alle ruspe per la costruzione del parcheggio vero e proprio. Nelle intenzioni del Comune, l'opera dovrebbe essere pronta tra un anno e mezzo (ma come si sa, le tempistiche dei lavori sono spesso destinate a dilatarsi). LO SBLOCCO. In ogni caso, l'intervento è potuto partire perché l'impresa Fedrigoli è subentrata alla Alissa: la ditta cui inizialmente la Saba Italia, gestore dell'autorimessa all'Arsenale (oltre che dei parcheggi Arena in centro, Isolo, Polo Zanotto all'università e a breve il De Lellis a Borgo Trento), aveva commissionato i lavori, ma che ha attraversato un momento di difficoltà. «Si è stati costretti a rimanere fermi per qualche mese, ma l'importante è che ora siamo ripartiti», dice l'assessore alle infrastrutture Enrico Corsi, che oggi incontrerà la Fedrigoli per farsi illustrare il programma dei lavori. «Dopo l'incontro, sarò più preciso sui tempi. Ma le fasi sono queste: abbattimento degli alberi e dell'autorimessa, sondaggi nel terreno, avvio della costruzione». ARSENALE. Al contempo, prosegue anche la «fase zero» propedeutica alla riqualificazione dell'ex Arsenale. Che, nelle intenzioni dell'amministrazione, dovrebbe essere riconvertito tramite project financing in funzione commerciale, con negozi, bar, ristoranti. Un progetto contestatissimo da comitati e dall'opposizione in Comune, che lo ritengono una svendita del complesso ai privati. Ieri si sono conclusi i sondaggi archeologici nel grande giardino interno. «Abbiamo eseguito vari scavi di circa tre metri di profondità per verificare la presenza di reperti o di ordigni bellici inesplosi. Inoltre, sono in atto analisi del suolo per escludere eventuali contaminazioni del terreno», spiega l'archeologa Ilaria De Aloe. Procedure di rito. Ma è emerso qualcosa? «Solo tratti dei camminamenti austriaci, coevi all'Arsenale e lastricati con ciottoli», risponde. «Probabilmente, al posto di questo giardino un tempo si trovava la piazza d'armi». Lorenza Costantino