NAPOLI Poche e malfunzionati le fonti d'acqua disponibili nell'area archeologica degli scavi di Pompei. Riprisitinate nel 2008, le antiche fonti romane dalle quali fuoriesce acqua potabile, sono per metà inservibili o non utilizzabili. A sollevare il caso, il gruppo "Salviamo Pompei": "Carenza idrica nel sito, turisti costretti ad acquistare acqua in bottiglia a prezzi maggiorati". SETE A POMPEI - Trovare una fontana d'acqua potabile, tra le antiche strade romane che intersecano domus e botteghe, può essere arduo e faticoso e non sempre ci si può rinfrescare. "Buona parte delle fontane presenti negli scavi di Pompei, non sono funzionanti o ricadono in aree interdette per lavori in corso" fa sapere Laura Noviello, portavoce del gruppo "Salviamo Pompei", pagina Facebook dedicata alla valorizzazione e tutela del sito archeologico più famoso al mondo. ACQUA IN BOTTIGLIA - "Delle ventidue fonti d'acqua potabile, realizzate su un progetto del 1996 e rese fruibili nel 2008, quelle funzionanti sono in gran parte concentrate al centro degli scavi, lasciando le zone periferiche non servite". Carenza idrica, dunque, nel sito archeologico degli scavi di Pompei, "per soddisfare la sete, - sottolinea la nostra interlocutrice - turisti e visitatori sono costretti ad acquistare bottiglie di acqua minerale all'esterno o presso l'unico punto ristoro presente all'interno del sito archeologico, e a un costo maggiorato". Guarda il video su youtube: http:www.youtube.comwatch?v2yAZ9hN66Zw